sabato 9 giugno 2007

DEFICENTE CHI? QUANDO IL RIMEDIO è PEGGIORE DEL DANNO

Il fatto è su tutti i giornali: una insegnante, con trenta anni di esperienza, è stata denunciata per aver punito un suo alunno costringendolo a scrivere per cento volte la frase: "Io sono un deficiente". L'insegnante a sua difesa afferma che la punizione è scattata perchè l'alunno in questione si era reso protagonista di un atto di bullismo, schernendo un suo compagno in quanto effeminato.
Ancora una volta rimango allibita! ma davvero pensava che così facendo il bullo in questione avrebbe compreso l'erroneità delle sue opinioni riguardo soggetti effeminati? oppure pensava che si sarebbe reso conto di essere un deficiente? e se si, poi cosa avrebbe fatto per fargli superare il suo deficit? perchè non ha provato ad instaurare un confronto anche aspro, ma su altre basi...magari partendo proprio dall'episodio del suicidio del ragazzino di Torino? invece ha preferito mettere in atto un ulteriore azione di scherno, costringerlo a scrivere cento volte "Io sono un deficiente", una scorciatoia inutile e pericolosa!
Infine siccome io sono sempre quella che si sofferma sui particolari, vorrei segnalare che il bullo in questione ha scritto per cento vote in modo errato "deficente" senza la seconda "i", non c'è che dire un ottimo risultato per una insegnante con trenta anni di carriera!
Detto questo però vorrei sottolineare anche che è assolutamente spropositato far intervenire la magistratura su una questione del genere, denunce, processi, ecc... probabilmente meritano attenzione anche i genitori del bullo, che forse non sanno davvero svolgere il ruolo educativo!