Nell'ultimo giorno bolognese ho girato le immagini di alcuni dei luoghi amati di Bologna ed ho pensato di fonderle alle parole di un precedente post che ha suscitato tante emozioni ed apprezzamenti...
domenica 3 novembre 2013
giovedì 24 ottobre 2013
E SE DOMANI USASSIMO LE PAROLE GIUSTE?
Nei giorni scorsi a Terni una giovane transessuale è stata aggredita a causa della sua identità di genere. L'episodio è stato riportato dalla stampa locale e il sindaco Leopoldo Di Girolamo ha espresso il suo pensiero in un comunicato stampa pubblicato sul sito del Comune. Certo anni fa i giornali avrebbero descritto il fatto con toni di colore e figuriamoci se un sindaco si sarebbe scomodato!
Ma c'è qualcosa che stona. E se il comunicato stampa del sindaco titola "La violenza di genere va respinta in tutte le sue forme" poi sembra in realtà non sapere di quale genere si tratti.
Ma le parole sono importanti come Nanni Moretti ci insegna.
Proprio perchè le parole sono importanti dobbiamo usarle in modo corretto. A Terni è accaduto un grave episodio di transfobia nei confronti di una giovane transessuale. Dobbiamo esigere correttezza sia dalle istituzioni, sia dalla stampa. Ho letto tutti gli articoli online ed anche il comunicato stampa del sindaco. Tutti usano il maschile facendo riferimento alla vittima, molti poi fanno riferimento all'omofobia e non alla transfobia. E infine anche il comunicato stampa di E se domani Terni LGBT cade nello stesso errore (e questo mi sembra ancora più grave)... C'è qualcosa di peggio della discriminazione ed è il far diventare invisibile. Le trans e i trans vengono costantemente confusi nel lessico giornalistico e non. Confusi tra loro e confusi con le persone omosessuali. Se poi tale confusione viene perpetrata anche dalle associazioni di categoria si fornisce alibi a quanti preferiscono ignorare e fare informazione in modo scorretto.
Mi auguro che la giovane ternana possa recuperare al più presto superando non solo il trauma fisico ma soprattutto la ferita morale che gli è stata inferta da gente indefinibile e non giustificabile in alcun modo.
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giovedì 17 ottobre 2013
domenica 13 ottobre 2013
BYE BYE BOLOGNA...
...in questi giorni ripercorro le strade e i vicoli del centro storico immersa nella consapevolezza delle ultime volte. Colleziono immagini suggestive da raccogliere in una cartella denominata "Immagini dell'addio". Realizzo di giorno in giorno l'avvicinarsi di un evento ormai inevitabile "bye, bye Bologna"!
Sono arrivata in questa città poco più di quattro anni fa...con il complesso da provinciale che mi fosse concesso un privilegio.
Bologna per me era non solo una vecchia signora dai fianchi un pò molli e capace di amore e capace di morte. Bologna era per me il laboratorio politico e artistico. Era la città delle giornate degli autonomi, del '77...era l'Università per eccellenza. Ero affascinata all'idea di attraversare quei luoghi dove Irnerio spiegava il diritto a futuri nuovi giuristi, inventando così la prima università della Storia.
Bologna era la città ferita squarciata quel 2 agosto del 1980, senza mai cicatrizzare...ogni bolognese che ho conosciuto prima o poi mi ha raccontato di quel giorno, dov'era, cosa stava facendo e di quel dolore. E per ogni treno che ho preso in questi anni mai ho dimenticato di sostare davanti allo squarcio cercando poi con lo sguardo il nome di Sergio Secci, ternano, che avevo incrociato purtroppo poche volte prima di quel giorno.
E poi Bologna di Ustica e della Val di Sambro. Bologna ferita mai finita. E poi l'orrore della Uno Bianca, Bologna non dimentica.
E poi Bologna avanguardia del movimento LGBT: finalmente per me condivisione e comunità, finalmente a casa.
E così arrivo qui con un profondo senso di rispetto. Studio, imparo e conosco. Salgo a piedi a presentarmi alla Madonna di San Luca. Sorpresa dalla tanta devozione della città: un culto civico non religioso!
Ho consumato le scarpe percorrendo le strade del centro, letto tutti i libri di Loriano Macchiavelli, di Carlo Lucarelli per imparare i luoghi e l'antropologia della città. La Sala Borsa come la libreria di casa. Conosciuto i suoi sette segreti, scoperto gli angoli suggestivi come i tramonti da San Michele in bosco. Sostato in ammirata contemplazione del Compianto sul Cristo morto di Niccolò dell'Arca. Ho mangiato da Vito e da Bertino. Ho passeggiato sui colli e nutrito l'anima all'Eremo di Ronzano.
Bologna sono i luoghi in cui avrei voluto andare, ma non ce l'ho fatta: salire sulla torre degli Asinelli, pranzare almeno una volta al Diana e passare una notte al Baglioni. Una partita della Virtus al palasport e una del Bologna al Dall'Ara.
Bologna è il luogo dove in tanti si son persi forse per sempre, ma ora è Bologna che sembra perdersi incapace di reagire alla mancanza di lavoro, di soccorrere i nuovi poveri, all'emergenza dei troppi sfrattati. Bologna scandalizzata e colpevole quando un cinno muore di freddo tra le sue braccia. E intanto i disperati salgono sul Nettuno e sulle gru. C'è una sospensione nell'aria, la città trattiene il fiato attende una soluzione, che si torni a crescere e che si possa finalmente ripristinare un wellfare degno di questo nome.
E intanto Bologna piange, l'è morto un figlio: Lucio Dalla. Tutta la città è in lacrime e sfila alla camera ardente. I funerali celebrati proprio il 4 marzo e in San Petronio, in quella piazza Maggiore ormai trasfigurata nella sua piazza Grande!
E neanche due mesi dopo Bologna smarrita: è morto il Cev, anzi si è suicidato...dal palazzo della Regione. E' un lutto indicibile che la città non sa celebrare e neanche elaborare. E Cevenini si porta via un modo di essere della politica di questa città.
Ma poi tutti travolti dal doppio terremoto: 20 e 29 maggio. Io intanto ho terremotato la mia vita. E così vivo l'ultimo anno e mezzo da disoccupata. Mesi particolari, ma fecondi. Tanti amici nuovi e ritrovati. Bologna sembra abbracciarmi e consolarmi.
E proprio adesso sono pronta ad andare. Un balzo di 10.000km verso una città nuova: Chiang Mai! Si riparte si ricomincia...
Bye, bye Bologna! Le emozioni, i sentimenti di questi giorni: un alternarsi di entusiasmi e di malinconie. Bologna non mi si caverà più dal cuore...ma me la voglio vivere tutta questa nostalgia che già si avvinghia al cuore. Ti guarderò da lontano Bologna e sarai città del ritorno.
Bye, bye Bologna...
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Strage Bologna
domenica 22 settembre 2013
LO SPOT CHE COMMUOVE IL MONDO E A ME FA TANTA TRISTEZZA
E' ormai un fenomeno virale e le lacrime versate devono ormai aver raggiunto la misura di qualche litro... Mi riferisco allo "spot (tailandese) che sta facendo commuovere il mondo" e che sta rimbalzando di profilo in profilo condiviso in base ad una sorta di rito collettivo... Tutti gli utenti rivelano di aver pianto guardandolo. Lo ammetto anch'io ho pianto. Devo dire che gli autori sono stati straordinari nel riuscire a sintetizzare in tre minuti una storia così coinvolgente. Guardandolo è facile dimenticare che si tratta di una campagna pubblicitaria di una società di telecomunicazioni la "True Move", forse in scia sulle campagne Telecom di qualche anno fa: ricordate il discorso di Gandhi? Lo slogan è molto intrigante "dare è la migliore forma di comunicazione".
Personalmente mi sono sentita molto coinvolta in una successione di emozioni e sentimenti.
Ma non ho potuto fare a meno di rattristarmi pensando alle tragedie che si consumano quotidianamente In Thailandia dove la sanità è a pagamento, con il risultato che per molte famiglie è impossibile accedere alle cure. Dove negli ospedali accade normalmente che i medici ti informino che devi essere sottoposto d'urgenza a determinate terapie e per questo devi pagare migliaia e migliaia di bhat. E la famiglia decida di portarsi via il malato perchè non ha soldi per affrontare quella spesa.
O magari un bambino ha una frattura scomposta ad un braccio e per essere operato chiedono alla madre una cifra per lei impossibile, così il bimbo rimarrà con un braccio menomato.
Ecco ogni volta che vedo condiviso il video e leggo della commozione, dei pianti, dei groppi in gola a me viene da pensare a queste scene viste negli ospedali, ascoltate e piante...
mercoledì 28 agosto 2013
LA PORNOGRAFIA E' SOLO TUA (ovvero l'ennesima brutta figura della Curia bolognese)
Nei giorni scorsi la Curia di Bologna si è espressa contro l'esposizione «Body Worlds» ideata da Gunther von Hagens, ovvero la mostra di corpi plastinati secondo una tecnica brevettata dall'anatomista.
Personalmente sono convinta che l'arte debba sempre essere avanguardia e svolgere un ruolo di provocazione. Sono quindi contraria a forme di censura tese a inibire tale ruolo. Nel caso ritenga che una manifestazione artistica possa disturbare eccessivamente la mia sensibilità mi astengo dal visionarla o assistervi. Quindi ritengo le varie voci che si sono espresse per impedire che tale mostra venga allestita a Bologna assolutamente inopportune. Ma a lasciarmi ancora più perplessa è appunto la presa di posizione della Curia di Bologna.
Perché se c'è un'istituzione che ha fatto dell'esposizione dei corpi o di loro parti un aspetto fondante della propria esistenza questa è la Chiesa Cattolica. E pensando a Bologna non si può pensare a quella che ritengo essere una delle reliquie più macabre di tutto il cattolicesimo ovvero il cadavere della povera Caterina de Vigri esposto nel monastero della "Santa" in via Tagliapietre.
E che dire di quei corpi che costituiscono elemento fondativo di culti locali, incomprensibilmente definiti incorrotti, quale segno distintivo di santità, ma nient'altro che cadaveri mummificati. Penso a san Francesco d'Assisi o anche a san Pio da Pietralcina, a quest'ultimo è stata addirittura applicata una maschera di silicone con tanto di barba. Un'operazione estetica davvero di dubbio gusto.
Quelli citati sono i più noti ma rappresenterebbe un impresa davvero impossibile redigere un elenco esaustivo di corpi esposti in chiese e santuari meno conosciuti. In bassa Umbria ad esempio è noto quello del beato Antonio Vici in posizione semi sdraiata.
Questo limitandoci ai corpi interi, se poi si volesse ampliare il discorso alle reliquie di singole parti rischieremmo di perderci nel magma di brandelli, parti anatomiche e quantità eccessive di braccia, dita, femori, ecc... attribuiti ad un singolo corpo (per tacere pietosamente dei sette prepuzi di Gesù).
Così quando la Curia di Bologna definisce "pornografia" l'esposizione dei corpi plastinati mi sorge il dubbio che diventa subito certezza che abbia perso l'ennesima occasione di stare zitta ed evitarsi una pessima figura.
domenica 30 giugno 2013
venerdì 21 giugno 2013
LUCILLA GALEAZZI, LE DONNE E I TAMBURI
Il 20 giugno 2013 all'anfiteatro Fausto è andato in scena uno spettacolo straordinario. Un concerto di "Voci magiche del Mediterraneo". Dieci donne: cinque italiane e cinque magrebine ma mai come in questo caso abbiamo visto i confini scomparire e le anime fondersi in un unico rito collettivo. Voci straordinarie accompagnate da percussioni. Per consuetudine stavo per scrivere accompagnate da "sole" percussioni ma sarebbe un grave errore considerare la scelta di un'unica tipologia strumentale come una riduzione. La ricchezza degli strumenti era esaltata dalla straordinaria abilità delle musiciste e di voci eccezionali. E anche se la tammorra è lo strumento con cui vengono raffigurate le dee madri in via di eccezione la sacerdotessa di questo straordinario rito è stata l'unica cantante ad esibirsi con chitarra e castagnette: Lucilla Galeazzi. Risulta difficile raccontare la sua bravura e le sue doti canore non possedendo sufficienti conoscenze tecniche. Ma credo sia doveroso esprimerle la gratitudine per il suo instancabile lavoro di ricerca che va di pari passo con l'impegno di divulgazione e trasmissione dei canti popolari umbri e non solo. Un impegno che ha portato nella serata di ieri ad aprire la serata con una esibizione del coro "Canti eTerni" sua ultima creatura. Quindici entusiasti cantori che hanno voluto restituire al pubblico ternano quanto hanno imparato da loro straordinaria Maestra.
La serata è poi proseguita con esibizioni alternate del gruppo magrebino B'Net Haouijat e delle italiane Valeria Cimò, Valentina Ferraiuolo, Enza Pagliara ed Enza Prestia tutte del Centro-Sud.
Le prime a lasciarsi coinvolgere dalla magia dei suoni sono state le donne magrebine presenti nel pubblico che hanno immediatamente iniziato una sorta di colloquio con le loro conterranee in un gioco di rimandi sonori e gesti di apprezzamento. Complici i ritmi terapeutici della musica gnawa e delle tarante salentine il coinvolgimento si è esteso poi a gran parte del pubblico che ha espresso vitalità ed energia che evidentemente si riverberavano sulle musiciste che hanno suonato con entusiasmo e gioia!
Lucilla Galeazzi ha raccontato che da dieci anni inseguiva questo sogno di portare le B'Net Haouijat in Italia e di coinvolgerle in un progetto con musiciste italiane. Siamo felici che lo abbia realizzato e soprattutto che sia stata Terni la prima città coinvolta.
Grazie, grazie, grazie!
| B'Net Haouijat |
| Lucilla Galeazzi |
| Valentina Ferraiolo |
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Enza Pagliara,
Enza Prestia,
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Lucilla Galeazzi,
Musica Popolare,
Semo de Centurini,
Terni,
Valentina Ferraiuolo,
Valeria Cimò
sabato 16 marzo 2013
Papa Francesco, sarà un piacere scontrarci
E' con una emozione controversa che mi vado convincendo che papa Francesco sia davvero un santo. E mi sono sentita in sintonia con quanto scritto da Michela Murgia in questo post dal titolo significativo "Bergoglio e pregiudizio".
Il fatto che sia santo e povero non gli ha impedito di esprimersi con irruenza contro l'approvazione in Argentina della legge sul matrimonio per le persone dello stesso sesso. Il crederlo santo non impedirà a noi cristiani omosessuali di fargli notare il grave errore. Non ci impedirà di stabilire una dialettica se necessario dura e aspra. Ma come cattolica praticante l'idea che oggi da questo papa posso aspettarmi gesti impensabili da chi lo ha preceduto, mi apre il cuore.
Disapproverò se dovesse prendere posizione contro noi persone omosessuali. Ma posso solo lodarlo per essersi rifiutato di incontrare l'arciprete di Santa Maria Maggiore, cardinal Law, il grande insabbiatore dei casi di pedofilia nella diocesi di Boston.
Per la prima volta sento possibile un vento che sarà più di pulizia che non di innovazione. E in questo senso credo sia molto più in sintonia con san Francesco di quanto si possa pensare. La figura di san Francesco troppo spesso è associata ad una sorta di rivoluzionario o fustigatore dei costumi del clero del suo tempo. In realtà il poverello di Assisi non mise mai in discussione le autorità ecclesiali dell'epoca. Quando il papa non volle approvare la prima versione della sua regola, ritenendola eccessivamente rigida, Francesco non protestò. Avrebbe potuto dichiarare che chi viveva nel lusso non aveva voce in capitolo per criticare la sua regola. Invece tornò indietro, corresse la regola e la ripresentò al papa (che intanto era cambiato). Ho sempre letto in questa modalità di agire un profondo rispetto per me a tratti incomprensibile. Per non parlare poi del fatto che Francesco non si ritenne mai degno di essere sacerdote. Inoltre non vedeva di buon occhio che i suoi confratelli studiassero.
Eppure oggi lo ricordiamo come un contestatore.
Mi sembra possibile che papa Francesco possa agire contro la pedofilia e contro la corruzione, perché ritiene siano una cancrena; ma non sarà disposto a mettere in discussione certe posizioni che ritiene siano fondanti della dottrina cristiana.
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giovedì 14 marzo 2013
Papa Francesco e l'illusione breve
Una ventina di giorni fa passeggiavo per Bologna insieme ad un amico con buone conoscenze ecclesiali. Inevitabile chiedergli chi secondo lui potesse essere favorito come pontefice. La sua risposta era stata molto sconfortante "non ce ne è uno che si salvi..." Personalmente ero terrorizzata, ma sicura dell'elezione di Angelo Scola, personalmente ho sempre aborrito il movimento di Comunione e Liberazione.
Non appena ho visto la fumata bianca mi sono convinta che il prescelto fosse proprio lui, l'attuale arcivescovo di Milano. E quindi con animo sconfortato attendevo l'annuncio ufficiale e i vari commentatori televisivi continuavano a dire che quasi sicuramente si trattava del Cardinale Scola.
Così quando Mons. Tauran ha letto la formula e anziché Angelum ha pronunciato quel doppio nome che lì per lì non avevo neanche compreso sono stata travolta da una sensazione tra incredulità e soddisfazione... E poi "sibi nomen imposuit"? Francesco! Ha scelto di chiamarsi Francesco: il santo sposo di Madonna Povertà!
Incredibile pensavo: anche il mio amico si era sbagliato, ce ne era almeno uno che valeva la pena!
Frenetiche ricerche in rete e apprendo che è un gesuita, come il cardinal Martini, e vai! Poco dopo arriva la prima notizia negativa: la sua presa di posizione durissima contro i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Si, va be' ma mica si poteva pensare una rivoluzione così...
Intanto Francesco era uscito sul balcone...vestito di bianco, senza mozzetta, senza stola e pizzi. La croce di ferro. Prega e si inchina mentre i fedeli pregano su di lui. E intanto leggi che non ha voluto festeggiamenti per la sua nomina a cardinale, invitando a spendere i soldi per fare beneficenza. Abita in appartamento e va in episcopio con la metro e bus... Evvai...
Ha rimproverato duramente i parroci che rifiutavano il battesimo ai figli delle ragazze madri. Ottimo.
Poi leggi di una sua dichiarazione sul ruolo della donna e pensi che insomma deve essere proprio conservatore: pauperista e conservatore.
Però intanto arrivano inquietanti notizie sul suo comportamento durante la dittatura di Videla. Non ha mai preso posizione ufficiale contro... e provi a pensare che lo abbia fatto per poter evitare limitazioni eccessive e poter continuare a dare assistenza al popolo... Poi leggo una nota di Cazzullo, sono cenni biografici per una scheda pre-conclave, scrive che le accuse sono infondate e che in realtà ha salvato laici e religiosi.
Nel 2000 in occasione del giubileo ha guidato la Chiesa argentina nell'atto penitenziale, nella richiesta di perdono...
Ma sembra che papa Francesco non abbia mai fai fatto penitenza pubblica per gli atti di cui è accusato e non abbia mai voluto chiarirli...
E così termina l'illusione breve di papa Francesco...
Pregherò per la sua conversione...anche Monsignoe Romero si era convertito. Però certo quando penso che oggi la croce pettorale del martire salvadoregno l'indossa quel nano di Monsignor Vincenzo Paglia mi convinco che l'illusione non poteva che essere breve a confronto di una eterna delusione...
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