Nell'ultimo giorno bolognese ho girato le immagini di alcuni dei luoghi amati di Bologna ed ho pensato di fonderle alle parole di un precedente post che ha suscitato tante emozioni ed apprezzamenti...
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domenica 3 novembre 2013
domenica 13 ottobre 2013
BYE BYE BOLOGNA...
...in questi giorni ripercorro le strade e i vicoli del centro storico immersa nella consapevolezza delle ultime volte. Colleziono immagini suggestive da raccogliere in una cartella denominata "Immagini dell'addio". Realizzo di giorno in giorno l'avvicinarsi di un evento ormai inevitabile "bye, bye Bologna"!
Sono arrivata in questa città poco più di quattro anni fa...con il complesso da provinciale che mi fosse concesso un privilegio.
Bologna per me era non solo una vecchia signora dai fianchi un pò molli e capace di amore e capace di morte. Bologna era per me il laboratorio politico e artistico. Era la città delle giornate degli autonomi, del '77...era l'Università per eccellenza. Ero affascinata all'idea di attraversare quei luoghi dove Irnerio spiegava il diritto a futuri nuovi giuristi, inventando così la prima università della Storia.
Bologna era la città ferita squarciata quel 2 agosto del 1980, senza mai cicatrizzare...ogni bolognese che ho conosciuto prima o poi mi ha raccontato di quel giorno, dov'era, cosa stava facendo e di quel dolore. E per ogni treno che ho preso in questi anni mai ho dimenticato di sostare davanti allo squarcio cercando poi con lo sguardo il nome di Sergio Secci, ternano, che avevo incrociato purtroppo poche volte prima di quel giorno.
E poi Bologna di Ustica e della Val di Sambro. Bologna ferita mai finita. E poi l'orrore della Uno Bianca, Bologna non dimentica.
E poi Bologna avanguardia del movimento LGBT: finalmente per me condivisione e comunità, finalmente a casa.
E così arrivo qui con un profondo senso di rispetto. Studio, imparo e conosco. Salgo a piedi a presentarmi alla Madonna di San Luca. Sorpresa dalla tanta devozione della città: un culto civico non religioso!
Ho consumato le scarpe percorrendo le strade del centro, letto tutti i libri di Loriano Macchiavelli, di Carlo Lucarelli per imparare i luoghi e l'antropologia della città. La Sala Borsa come la libreria di casa. Conosciuto i suoi sette segreti, scoperto gli angoli suggestivi come i tramonti da San Michele in bosco. Sostato in ammirata contemplazione del Compianto sul Cristo morto di Niccolò dell'Arca. Ho mangiato da Vito e da Bertino. Ho passeggiato sui colli e nutrito l'anima all'Eremo di Ronzano.
Bologna sono i luoghi in cui avrei voluto andare, ma non ce l'ho fatta: salire sulla torre degli Asinelli, pranzare almeno una volta al Diana e passare una notte al Baglioni. Una partita della Virtus al palasport e una del Bologna al Dall'Ara.
Bologna è il luogo dove in tanti si son persi forse per sempre, ma ora è Bologna che sembra perdersi incapace di reagire alla mancanza di lavoro, di soccorrere i nuovi poveri, all'emergenza dei troppi sfrattati. Bologna scandalizzata e colpevole quando un cinno muore di freddo tra le sue braccia. E intanto i disperati salgono sul Nettuno e sulle gru. C'è una sospensione nell'aria, la città trattiene il fiato attende una soluzione, che si torni a crescere e che si possa finalmente ripristinare un wellfare degno di questo nome.
E intanto Bologna piange, l'è morto un figlio: Lucio Dalla. Tutta la città è in lacrime e sfila alla camera ardente. I funerali celebrati proprio il 4 marzo e in San Petronio, in quella piazza Maggiore ormai trasfigurata nella sua piazza Grande!
E neanche due mesi dopo Bologna smarrita: è morto il Cev, anzi si è suicidato...dal palazzo della Regione. E' un lutto indicibile che la città non sa celebrare e neanche elaborare. E Cevenini si porta via un modo di essere della politica di questa città.
Ma poi tutti travolti dal doppio terremoto: 20 e 29 maggio. Io intanto ho terremotato la mia vita. E così vivo l'ultimo anno e mezzo da disoccupata. Mesi particolari, ma fecondi. Tanti amici nuovi e ritrovati. Bologna sembra abbracciarmi e consolarmi.
E proprio adesso sono pronta ad andare. Un balzo di 10.000km verso una città nuova: Chiang Mai! Si riparte si ricomincia...
Bye, bye Bologna! Le emozioni, i sentimenti di questi giorni: un alternarsi di entusiasmi e di malinconie. Bologna non mi si caverà più dal cuore...ma me la voglio vivere tutta questa nostalgia che già si avvinghia al cuore. Ti guarderò da lontano Bologna e sarai città del ritorno.
Bye, bye Bologna...
Tema:
'77,
BOLOGNA,
Chiang Mai,
lgbt,
Strage Bologna
mercoledì 28 agosto 2013
LA PORNOGRAFIA E' SOLO TUA (ovvero l'ennesima brutta figura della Curia bolognese)
Nei giorni scorsi la Curia di Bologna si è espressa contro l'esposizione «Body Worlds» ideata da Gunther von Hagens, ovvero la mostra di corpi plastinati secondo una tecnica brevettata dall'anatomista.
Personalmente sono convinta che l'arte debba sempre essere avanguardia e svolgere un ruolo di provocazione. Sono quindi contraria a forme di censura tese a inibire tale ruolo. Nel caso ritenga che una manifestazione artistica possa disturbare eccessivamente la mia sensibilità mi astengo dal visionarla o assistervi. Quindi ritengo le varie voci che si sono espresse per impedire che tale mostra venga allestita a Bologna assolutamente inopportune. Ma a lasciarmi ancora più perplessa è appunto la presa di posizione della Curia di Bologna.
Perché se c'è un'istituzione che ha fatto dell'esposizione dei corpi o di loro parti un aspetto fondante della propria esistenza questa è la Chiesa Cattolica. E pensando a Bologna non si può pensare a quella che ritengo essere una delle reliquie più macabre di tutto il cattolicesimo ovvero il cadavere della povera Caterina de Vigri esposto nel monastero della "Santa" in via Tagliapietre.
E che dire di quei corpi che costituiscono elemento fondativo di culti locali, incomprensibilmente definiti incorrotti, quale segno distintivo di santità, ma nient'altro che cadaveri mummificati. Penso a san Francesco d'Assisi o anche a san Pio da Pietralcina, a quest'ultimo è stata addirittura applicata una maschera di silicone con tanto di barba. Un'operazione estetica davvero di dubbio gusto.
Quelli citati sono i più noti ma rappresenterebbe un impresa davvero impossibile redigere un elenco esaustivo di corpi esposti in chiese e santuari meno conosciuti. In bassa Umbria ad esempio è noto quello del beato Antonio Vici in posizione semi sdraiata.
Questo limitandoci ai corpi interi, se poi si volesse ampliare il discorso alle reliquie di singole parti rischieremmo di perderci nel magma di brandelli, parti anatomiche e quantità eccessive di braccia, dita, femori, ecc... attribuiti ad un singolo corpo (per tacere pietosamente dei sette prepuzi di Gesù).
Così quando la Curia di Bologna definisce "pornografia" l'esposizione dei corpi plastinati mi sorge il dubbio che diventa subito certezza che abbia perso l'ennesima occasione di stare zitta ed evitarsi una pessima figura.
sabato 23 febbraio 2013
Il non rispetto delle regole ed io scrutatore non votante mancato
Non avevo mai dato la mia disponibilità a svolgere il ruolo di scrutatrice elettorale. Un paio di mesi fa sono andata a compilare il modulo presso l'Ufficio Elettorale di Bologna. L'impiegata molto gentile mi ha informato che per questa consultazione elettorale non sarei potuta essere convocata, ma questo già lo sapevo... Poi però mi fornisce un'informazione in più di cui non ero a conoscenza. Posso recarmi presso un qualsiasi seggio il sabato prima delle 16 e dare la mia disponibilità nell'eventualità ci sia qualche assente tra i convocati. E aggiunge che il criterio di scelta è alternativamente il più anziano e il più giovane, aggiungendo anche esempi pratici: qualora manchi un solo scrutatore viene scelto il più anziano, se ne mancano due il più vecchio e il più giovane se ne mancano di più si riparte dal più vecchio di quelli rimasti. La settimana scorsa ho anche scaricato il regolamento e verificato che fosse esattamente così (Articolo 9 del IV capitolo delle Istruzioni per le operazioni degli uffici elettorali di sezione).
Così oggi alle 15.30 esco di casa sotto la neve, ma di strada ne ho dovuta fare poca...arrivo al seggio in via Beroaldo 34. Davanti alla porta di ingresso c'è una piccola folla tra presidenti, scrutatori convocati e rappresentanti di lista. Quando cominciano ad entrare ci riconosciamo un piccolo gruppo di aspiranti supplenti. Ci si avvicina una presidente di sezione informandoci che a lei mancano tutti gli scrutatori, aggiungendo di aspettarla lì. Poco dopo ritorna e dice "veramente ho trovato una ragazza che non sapevo fosse anche lei per sostituire... ed era qui da prima di voi, così... e poi ora vediamo aspettiamo ancora perché potrebbero arrivare un po' in ritardo, magari mettetevi d'accordo tra di voi". Così faccio notare che c'è un regolamento e i criteri da seguire sono scritti lì, che se fosse valso il criterio di chi arrivava prima sarei andata lì fin dalle 8 di mattina! La presidente se ne va, senza aggiungere nulla. E quindi già contiamo una scelta fuori dalle regole.
Siamo sempre in attesa. Arriva un ragazzo con un foglio in mano da cui legge a voce alta un nome, nessuno risponde. Chiede ancora conferma che nessuno dei presenti risponda a quel nome. Dopo di che lancia un'occhiata ad una coppia di ragazzi e con un cenno della testa gli indica di andare verso il seggio. Noi 'comuni mortali' ci guardiamo allibiti. E quindi contiamo la seconda e, probabilmente, la terza scelta fuori dalle regole.
Siamo ancora lì. Arriva il presidente della sezione 336 e chiede chi è disponibile. Ovviamente rispondiamo tutti, siamo almeno cinque o sei. Un signore brizzolato dice che lui ha già fatto lo scrutatore cinque volte. Il presidente si rivolge ad un ragazzo che non dimostra più di 30 anni e gli chiede se ha già esperienza. Non sento la risposta perché tutti cominciamo a far notare che non è quello il criterio di scelta. Io dichiaro ad alta voce di avere 49 anni, cosa che si rivelerà un errore fatale... Così il presidente si rivolge ad una signora che sembra occuparsi della logistica "ma come si fa a scegliere adesso? tu conosci qualcuno di loro?" La signora lo guarda "ma stai scherzando?" Il presidente della sezione se ne va. Siamo tutti tra l'allibito e l'incazzato. Qualcuno ipotizza di andare a provare in altri seggi, ma tra la neve e l'orario tutti rinunciano. Io comincio ad ipotizzare di far valere il mio diritto di anziana e poi rinunciare a favore della più giovane, perché se venissi presa so già che non riuscirei a lavorare con serenità.
Il presidente della sezione 336 si riaffaccia e chiama il ragazzo che non dimostra più di 30 anni. Esterrefatti guardiamo i due poliziotti che sono lì, i quali commentano "eh, purtroppo in Italia...". "Ma non potete fare niente?" "Ah noi abbiamo solo compiti di vigilanza". "Scusate, ma vigilare il rispetto delle regole? Chieda con quale criterio ha scelto". Il poliziotto si affaccia sulla porta e chiede. Poi riferisce che il prescelto ha già esperienza e che ha 50 anni. Esplodiamo in una risata, chiediamo se possiamo farci dire il nome del chirurgo estetico... Poi chiedo di poter vedere un documento e di sapere il nome del presidente di sezione, in modo di poter presentare una formale protesta circostanziata. Il poliziotto mi dice che basta indicare il numero della sezione e che insomma non può chiedere il documento. Quindi quarta scelta fuori dalle regole.
Me ne torno verso casa e nonostante la neve riesco a pensare e non è che sia così difficile comprendere che ogni presidente si faccia accompagnare da qualche conoscente per inserirlo in caso vi siano assenti. Tutto questo fregandosene delle regole. E poi non voglio ipotizzare altri scenari (favoritismi, nepotismi, ecc...).
Tutto questo a Bologna, patria del diritto...chissà altrove?!
giovedì 18 ottobre 2012
All'ombra de' cipressi e dentro l'urne...(pensieri e sensazioni di un pomeriggio alla Certosa)
Oggi pomeriggio avevo bisogno di calma per lasciar decantare i postumi di una seduta di psicoterapia particolarmente efficace... Così in modo del tutto imprevisto mi sono ritrovata a visitare la Certosa di Bologna... Quando ci si trasferisce in una città a meno che non accada qualcosa di particolare non capita l'occasione di andare al cimitero. Anche se devo dire che in questi tre anni mi ero riproposta di andarvi: avevo sentito parlare della parte monumentale e perchè ogni anno vi organizzano dei concerti.
Sono entrata da un ingresso secondario e mi sono ritrovata in una zona con sepolcri recenti a terra. Ho cominciato a vagare senza una direzione precisa, notando differenze nelle modalità, negli usi... Ma stranamente non avevo una sensazione di pace. L'inquietudine ha poi rasentato il malessere quando ho visitato il monumento che conserva i resti dei partigiani caduti.
Forse perchè sempre più spesso mi scopro a pensare che l'Italia è di nuovo nelle condizioni del dopoguerra ma senza la speranza e il senso di sollievo di quei tempi...
Ma mi sentivo così male che mi sono allontanata in fretta dal monumento...
Ho proseguito la mia visita nella parte più antica dove i chiostri si succedono uno dopo l'altro e dove ci sono dei monumenti funebri notevoli e mi hanno colpito uno dedicato ad una giovane sposa e l'altro ad una giovanissima unica figlia con statue in marmo bianco a grandezza naturale e molto espressive.
Purtroppo alcune parti del cimitero sono in cattive condizioni e altre sono deturpate dai piccioni e dai dispositivi per contrastarli (reti, altoparlanti, ecc...). Ho girato senza meta e ho raggiunto anche il 'giardino delle rimembranze' dove un cartello di Hera specifica 'zona dispersione ceneri' e sembra quasi un avviso tipo 'attenzione caduta massi'. Però il giardino è un posto sereno, l'unico dove ci si possa sedere.
Ho ripreso il mio girovagare verso la zona antica e mi colpisce una statua di Pan su una tomba dove sono sepolti un uomo ed una donna morti a distanza di un anno circa l'uno dall'altra e sulla tomba è riprodotto un frammento di dialogo "Ma che davvero Maria?" "Si, Massimo"... E rimango con il dubbio di quale fosse l'oggetto di questa richiesta di conferma...
Poi sulla parete di uno dei chiostri trovo una lapide credo di fine '800 o inizio novecento dove si descrive un uomo morto a 96 anni, padre e marito ideale, di vita illibatissima (?) Una definizione così per un uomo non credo esista altrove!
Poi sono uscita dall'ingresso principale e raggiunto la corrispondente fermata del 39 che è anche l'unica linea ad effettuare quella fermata. C'è da aspettare ma sono in fase meditativa. Mentre sono seduta in attesa con i pensieri e le sensazioni che vado rimuginando dalla mattina una signora che da qualche minuto sta aspettando si avvicina e mi chiede: 'sta aspettando il 39?' 'Si' (ripeto è l'unica linea che passa lì). 'Sa, signora, se lei prende il 36 dall'altra parte della strada e scende alla prima fermata e poi attraversa e lo prende nell'altra direzione (qui non sento per via del traffico) e così va verso il Bellaria...' Sono basita: la signora non mi ha mica chiesto da che parte devo andare, per altro opposta al Bellaria; e mi sollecita a fare questa prova. Di fronte alla mia indifferenza (il 39 fa un giro lungo ma mi lascia sotto casa). 'Allora lei preferisce prendere comunque il 39!' Ma che avrà cercato?!
sabato 6 ottobre 2012
UN PESSIMO VENDITORE E DELL'OMOFOBIA
Approfittando della temperatura ancora mite decido di fare una passeggiata da San Donato fino alla sede del Cassero. Mentre cammino ascolto la radio e cerco di godermi la città che forse dovrò lasciare... Sotto i portici di via dei Mille un ragazzo con in mano una cartellina si mette in faccia un gran sorriso e mi punta un indice contro. Purtroppo incrocio il suo sguardo per un nanosecondo di troppo e questo deve averlo fatto sentire in grado di piazzare la sua vendita.
Cerco di svicolare e di cavarmela con un banale 'non mi interessa'. E lui, porgendomi la mano che ignoro, 'non sono un bandito'. Io 'so che non sei un bandito ma non ho soldi'. Sempre camminandomi al fianco lui sbotta 'ma possibile che voi bolognesi siete tutte così acide?' E io sempre più scocciata:'non sono bolognese', 'allora sarai terrona come me'...'non proprio, sono del centro Italia, Umbria'. Questa mia confidenza deve avergli dato l'idea che stessi cedendo terreno e così mi incalza con una nuova domanda 'hai figli?' 'No, sono single e lesbica'. 'E va be' se vuoi mi offro come volontario ma intanto guarda questo...' E mi porge un cartoncino A4 ripiegato (non ho idea di cosa stesse cercando di vendermi)... Credo di aver avuto un'espressione furibonda, mi fermo e lo gelo con 'sono disoccupata e non ho soldi!' con un tono di voce così tagliente che rimette il cartoncino nella cartellina azzurra e se ne va a testa bassa...
Alcune considerazioni: il poveruomo a breve sarà sotto il Pavaglione a chiedere elemosina perchè uno che deve vendere qualcosa e non capisce che il modo migliore sia entrare in empatia con il potenziale cliente è destinato al fallimento... Il poveruomo ha infilato una perla di imbecillità dietro l'altra dandomi dell'acida e della terrona. Ma l'apice della sgradevolezza è stato ovviamente raggiunto dal suo proporsi come volontario. E qui si apre un'ulteriore tematica: come è possibile che un giovane, con molta probabilità uno studente universitario, a fronte della dichiarazione di identità di genere di una donna di mezza età si senta in dovere di proporsi...come rimedio? come terapia? come alternativa?
E poi mi chiedo ma quelli per cui lavora un paio di euro in formazione potevano pure spenderceli...
Tema:
BOLOGNA,
omofobia,
Omosessualità,
persone omosessuali
mercoledì 30 maggio 2012
Cosa è il pride e perchè celebrarlo anche quest'anno
Uno degli elementi che costituiscono il collante di una comunità, di un popolo è il "mito fondativo". Il mito fondativo è trasmesso di solito inizialmente in forma orale e poi in racconti scritti. Lentamente entra nel patrimonio e nel tessuto culturale. Con il trascorrere del tempo il popolo sente l'esigenza di rivivere e celebrare i passaggi salienti del mito. La Chiesa cattolica ha il suo mito fondativo nell'ultima cena e lo celebra nella messa ogni giorno e più volte al giorno... La celebrazione assume ovviamente carattere simbolico: nella messa non viene servito agnello arrostito, pane azzimo e vino. Più semplicemente ostie e vino da messa che diventano corpo e sangue del Cristo.
Il popolo LGBT riconosce il proprio mito fondativo nella rivolta di Stonewall del 27 giugno 1969. Con l'episodio della ribellione della transessuale Silvya Rivera contro i poliziotti che in maniera vessatoria irrompevano allo Stonewall Inn nasce il movimento di liberazione omosessuale. Per questo ogni anno in giugno si celebrano in tutto il mondo i Gay-pride che non sono delle feste, ma occasione per riproporre la rivendicazione di diritti negati.
E' evidente che con il passare gli anni gli atti simbolici possono far perdere la consapevolezza del significato: ovvero non tutti i cattolici che partecipano alla Santa Messa sanno riconoscervi l'elemento fondante della propria religione; così non tutte le persone della variegata popolazione LGBT sanno riconoscere nella sfilata del pride la memoria della rivolta di Stonewall...
Ora è evidente che la celebrazione del mito fondativo è in ogni caso di estrema importanza per quelle comunità la cui identità venga sempre più spesso messa in discussione o negata. Gli ebrei continuavano a celebrare i propri riti durante la persecuzione, i cattolici nei paesi comunisti la messa...
In questi giorni sia da soggetti estranei al movimento, ma anche da sue componenti interne, si va proponendo di non celebrare la sfilata del "Gay-pride" nazionale prevista a Bologna sabato 9 giugno 2012. Non ha senso. La comunità ha il dovere di ripensare alcuni aspetti 'formali' che inevitabilmente diventano 'sostanziali', ma non può rinunciare a sfilare nella città manifestando l'orgoglio identitario di un popolo e rivendicando ancora una volta i diritti che gli vengono negati.
E' auspicabile che all'interno del pride di quest'anno venga dato spazio alla solidarietà e compassione per la gente colpita dal sisma e che il tutto si concretizzi nella realizzazione di un'opera concreta: scuola, asilo nido, centro sociale. A maggior ragione un 'segno' importante sarebbe una targa che evidenzi "Opera realizzata con il contributo del 'Gay-pride 2012'".
Ma la celebrazione di un mito fondativo non può essere abolita, sarebbe come negare il diritto di esistenza di una comunità, negarne la sua identità non solo simbolicamente... Ogni anno potrebbe esserci un motivo per chiederne la non celebrazione: i morti sul lavoro, le vittime dei pirati della strada, i femminicidi, ecc...
Lunga vita al "PRIDE".
Tema:
Antropologia,
BOLOGNA,
Gay,
Gay-Pride,
mito fondativo,
Omosessualità,
persone omosessuali,
Terremoto
lunedì 5 marzo 2012
DALLA, LA CHIESA E L'AMORE
...Dalla è morto. Una città intera, e non una città qualsiasi ma Bologna, lo ha pianto e onorato. Dalla era cattolico e praticante. Una mia amica mi ha raccontato di averlo visto inginocchiato a lungo in intensa preghiera davanti alla Madonna di san Luca.
Dalla non ha mai dichiarato di essere omosessuale, non ha mai presentato qualcuno come il suo compagno...a noi rimane il dubbio e le domande sul perché di questo comportamento...e per quanto ci possa deludere dobbiamo rispettarlo.
I funerali di Dalla sono stati celebrati in Chiesa e non una chiesa qualsiasi ma in San Petronio dove l'ultimo funerale è stato quello di don Dossetti. Qualcuno ha polemizzato per questo e ha parlato di ipocrisia, ma probabilmente senza sapere di cosa stia parlando. Dalla non era fuori dalla Chiesa. Dalla non ha mai dichiarato che gli omosessuali hanno nella loro natura, come gli eterosessuali, l'esigenza di completarsi nel rapporto di coppia. Dalla aveva un confessore che sa se potesse o meno essere accolto in Chiesa. E in ogni caso non la mera condizione di persona omosessuale può essere motivo di separazione dalla comunità ecclesiale... Ed è evidente che per alcune persone omosessuali e cattoliche è più importante continuare a rimanere nel seno di santa madre chiesa piuttosto che farsi pietra di scandalo e confrontarsi con la dottrina e indicare agli uomini di Chiesa i loro errori e la durezza del loro cuore...
Dalla non ha mai dichiarato di essere omosessuale, non ha mai presentato qualcuno come il suo compagno...a noi rimane il dubbio e le domande sul perché di questo comportamento...e per quanto ci possa deludere dobbiamo rispettarlo.
I funerali di Dalla sono stati celebrati in Chiesa e non una chiesa qualsiasi ma in San Petronio dove l'ultimo funerale è stato quello di don Dossetti. Qualcuno ha polemizzato per questo e ha parlato di ipocrisia, ma probabilmente senza sapere di cosa stia parlando. Dalla non era fuori dalla Chiesa. Dalla non ha mai dichiarato che gli omosessuali hanno nella loro natura, come gli eterosessuali, l'esigenza di completarsi nel rapporto di coppia. Dalla aveva un confessore che sa se potesse o meno essere accolto in Chiesa. E in ogni caso non la mera condizione di persona omosessuale può essere motivo di separazione dalla comunità ecclesiale... Ed è evidente che per alcune persone omosessuali e cattoliche è più importante continuare a rimanere nel seno di santa madre chiesa piuttosto che farsi pietra di scandalo e confrontarsi con la dottrina e indicare agli uomini di Chiesa i loro errori e la durezza del loro cuore...
Tema:
BOLOGNA,
chiesa,
Lucio Dalla,
Omosessualità,
persone omosessuali
domenica 16 ottobre 2011
martedì 21 giugno 2011
giovedì 6 gennaio 2011
domenica 7 novembre 2010
Quattro passi per Bologna
da quando sono a Bologna cammino molto, tanto che mi si consumano le suole delle scarpe... una delle cose più belle è camminare nel centro storico percorrendo i portici che hanno visto passare secoli di studenti universitari e di accademici... in autunno e in inverno godo di un piacere in più: scrutare le finestre con le luci accese dietro cui si intravvedono interni di pregio, soffitti a cassettoni o a volte addirittura affrescati. colgo frammenti, fotogrammi di una Bologna benestante e colta, ricca e di sinistra, con la solidità antica di secoli di albero genealogico. guardo e osservo non per voyeurismo, ma piuttosto con la consapevolezza che non avrò mai accesso a quegli interni, che non mi accadrà di conoscerne i proprietari ed essere invitata a prendere un caffè... è la stessa consapevolezza di quando incrocio coppie innamorate, avverto l'incapacità, l'inaccessibilità ad una dimensione di rapporto di coppia, attraverso invisibile luoghi amici e rinuncio prima di andare in frantumi all'ennesimo rifiuto... Bologna è bellissima ed è come se non fossi qui, ma non vorrei essere in altri luoghi.
forse basterrebbe solo un buon terapeuta?
Tema:
amore,
BOLOGNA,
GLBT,
lesbica,
Omosessualità,
università
giovedì 17 settembre 2009
LE CONTRADDIZIONI DEL MAGISTERO DELLA CHIESA NEI DOCUMENTI SULLA QUESTIONE OMOSESSUALE
Nei giorni scorsi un parroco, don Nildo Pirani, che a Bologna aveva concesso una sala per le prove del coro gay Komos, è stato costretto dal vescovo a ritirare tale concessione. La curia ha portato a sostegno di questa presa di posizione quanto stabilito in un documento del 1986, dall'allora prefetto della congregazione per la dottrina della fede, il cardinale Joseph Ratzinger. Il parroco ha affermato di aver ignorato l'esistenza di tale documento.
Una parte della mia tesi di laurea specialistica è stata dedicata all'analisi dei documenti prodotti dal magistero della Chiesa sulla questione omosessuale, nonchè l'articolo del giurista Navarrete sul tema del transessualismo.
Ho deciso di mettere a disposizione questa parte per quanti sono interessati ad approfondire il tema, ma vi avverto vedere tanta superficialità e approssimazione in un tema così delicato può suscitare un pericoloso fenomeno di rigetto.
(sempre in fiduciosa attesa che Sua Santità esprima solidarietà per le vittime della omofobia e transfobia)
Cliccare qui per leggere
LE CONTRADDIZIONI DEL MAGISTERO DELLA CHIESA NEI DOCUMENTI SULLA QUESTIONE OMOSESSUALE
Cliccare qui per il testo completo della tesi su tesionline:
Mamma Schiavona, il femminiello e l'Abate
Una parte della mia tesi di laurea specialistica è stata dedicata all'analisi dei documenti prodotti dal magistero della Chiesa sulla questione omosessuale, nonchè l'articolo del giurista Navarrete sul tema del transessualismo.
Ho deciso di mettere a disposizione questa parte per quanti sono interessati ad approfondire il tema, ma vi avverto vedere tanta superficialità e approssimazione in un tema così delicato può suscitare un pericoloso fenomeno di rigetto.
(sempre in fiduciosa attesa che Sua Santità esprima solidarietà per le vittime della omofobia e transfobia)
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LE CONTRADDIZIONI DEL MAGISTERO DELLA CHIESA NEI DOCUMENTI SULLA QUESTIONE OMOSESSUALE
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Mamma Schiavona, il femminiello e l'Abate
venerdì 31 luglio 2009
lunedì 1 giugno 2009
I MANCATI POST E LO 0% AL VOTO
Chiedo scusa a tutti, credo non sia mai trascorso tanto tempo tra un post e l'altro. Ma la mia vita ha subito cambiamenti importanti e mi ritrovo di nuovo in movimento verso un'altra città per viverci, verso una città già nota per tornarci, finchè non accadrà che le due accezioni si confondano e l'una diventi altra e l'altra diventi l'una.
Spero quanto prima di ritrovare anche l'uso costante di internet e computer.
Per il momento osservo basita la canea insensata che azzanna diciottenni e sbrana il buon senso pur di non parlare di politica, e questo vale gli oni e per gli ini, spero solo che la gente smetta di andare a votare, ma proprio tutti gli elettori, è un sogno ma provate a pensare votanti 0% e mo' che vi inventate? basta non meritano neanche il nostro disprezzo...
Spero quanto prima di ritrovare anche l'uso costante di internet e computer.
Per il momento osservo basita la canea insensata che azzanna diciottenni e sbrana il buon senso pur di non parlare di politica, e questo vale gli oni e per gli ini, spero solo che la gente smetta di andare a votare, ma proprio tutti gli elettori, è un sogno ma provate a pensare votanti 0% e mo' che vi inventate? basta non meritano neanche il nostro disprezzo...
mercoledì 4 giugno 2008
BOLOGNA OVER THE RAINBOW
tre giorni a Bologna...over the rainbow!
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