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domenica 23 novembre 2008

LE PAROLE SONO PIETRE E UCCIDONO


Fatalità

Fato avverso; cosa spiacevole che non possiamo o sappiamo evitare

Se camminando per la strada mi cade addosso un meteorite, è un evento dovuto al fato avverso, una cosa spiacevole che non posso o non so evitare.

Fatiscente

In rovina, cadente: edificio f.; anche in senso fig., obsoleto: un'istituzione f.

Se la maggior parte degli istituti scolastici sono fatiscenti, frequentati da milioni di studenti dai sei anni in su, morire per un crollo rientra nel calcolo delle probabilità.

Se in un paese si permette a milioni di studenti di correre il rischio di morire nel crollo delle scuole da loro frequentate, il paese ha già conosciuto il sonno della ragione che genera mostri.

mercoledì 4 luglio 2007

Della Maturità di Pasolini e dei giovani d'oggi

poco fa leggevo barbabog della Bignardi. ha scritto un post sui suoi esami di maturità e un pò sul come eravamo... mi è venuto in mente che non tutto quello che ho vissuto in quegli anni era da schifare oggi. un ricordo riemerso qualche anno fa a casa di una amica: un gita al lago di Piediluco, in tre, abbiamo preso un moscone e dopo aver remato fino al centro del lago, io ho tirato fuori la mia copia del volume: "Tutte le poesie" di Pier Paolo Pasolini, edito da Garzanti. Così abbiamo trascorso una mattinata a leggere e a commentare i suoi versi, nella quiete dell'acqua stagnante del lago e nella tempesta delle vite che avremmo voluto vivere... di noi tre Cecilia è un medico ricercatore nel campo delle cellule staminali, Candida è una dirigente del comune dove ora abita, io sono io, ancora inquieta e in cerca di una stabilità. però guardo ai miei nipoti alle loro aspettative dopo la maturità. se gli chiedessi se conoscono Pasolini mi risponderebbero: "si, du' palle l'emo studiato in quinto?!"

che disastro!

sabato 9 giugno 2007

DEFICENTE CHI? QUANDO IL RIMEDIO è PEGGIORE DEL DANNO

Il fatto è su tutti i giornali: una insegnante, con trenta anni di esperienza, è stata denunciata per aver punito un suo alunno costringendolo a scrivere per cento volte la frase: "Io sono un deficiente". L'insegnante a sua difesa afferma che la punizione è scattata perchè l'alunno in questione si era reso protagonista di un atto di bullismo, schernendo un suo compagno in quanto effeminato.
Ancora una volta rimango allibita! ma davvero pensava che così facendo il bullo in questione avrebbe compreso l'erroneità delle sue opinioni riguardo soggetti effeminati? oppure pensava che si sarebbe reso conto di essere un deficiente? e se si, poi cosa avrebbe fatto per fargli superare il suo deficit? perchè non ha provato ad instaurare un confronto anche aspro, ma su altre basi...magari partendo proprio dall'episodio del suicidio del ragazzino di Torino? invece ha preferito mettere in atto un ulteriore azione di scherno, costringerlo a scrivere cento volte "Io sono un deficiente", una scorciatoia inutile e pericolosa!
Infine siccome io sono sempre quella che si sofferma sui particolari, vorrei segnalare che il bullo in questione ha scritto per cento vote in modo errato "deficente" senza la seconda "i", non c'è che dire un ottimo risultato per una insegnante con trenta anni di carriera!
Detto questo però vorrei sottolineare anche che è assolutamente spropositato far intervenire la magistratura su una questione del genere, denunce, processi, ecc... probabilmente meritano attenzione anche i genitori del bullo, che forse non sanno davvero svolgere il ruolo educativo!

lunedì 28 maggio 2007

NAS nelle Scuole? a me me pare 'na strunzata

Turco: NAS nelle scuole per il problema droga! Fioroni: sono d'accordo! Moratti: kit con test antidroga gratis alle famiglie! Plausi da destra e sinistra...
Anche nella mia città stanno per essere installate telecamere per la video sorveglianza, però assicurano che sarà protetta la privacy dei cittadini!?
Non so a voi...ma a me me pare tutto 'na strunzata!
Voglio dire sono anni che si continua a discutere di come risolvere il problema droga e mai nessuno riesce a concepire un progetto di lungo respiro, a far passare una logica della prevenzione al posto della politica della repressione? Io sono contraria ad ogni forma di legalizzazione, ma non possiamo pensare di risolvere il problema trasformando i genitori in "piccoli chimici" e le scuole in fortini armati. Se un genitore ha un sospetto e non è in grado di parlarne con il proprio figlio evidentemente c'è già un problema, e se il test risulta negativo resta il problema, e se il test risulta positivo da che parti cominci?
Allora il lavoro da fare è sugli adulti, genitori, educatori, ecc..., occorre ricostruire rapporti, ristabilire i ruoli, dobbiamo ricominciare ad educare nel senso più ampio e nobile del termine... Ma per fare questo occorre tempo, molto più dei cinque anni che dura una legislatura e così succede che si preferisce la politica dei proclami, dei provvedimenti annunciati e mai eseguiti, e comunque anche se lo fossero, sarebbero inefficaci...