sabato 16 marzo 2013
Papa Francesco, sarà un piacere scontrarci
sabato 13 novembre 2010
NESSUNO PENSA A KARIMA (RUBY)
giovedì 26 marzo 2009
L'ITALIANO ARRESTATO ERA RECIDIVO, SI ATTENDONO LE SCUSE DEL GOVERNO ITALIANO
Tourists suspected of underage sex crimes
- By: WASSAYOS NGAMKHAM and AFP
- Published: 21/03/2009 at 12:00 AM
- Newspaper section: News
Thai, Australian police work to make arrests
Police escort Italian David Costa Ruggero
after interrogating him about alleged
sex offences against minors.
by TAWATCHAI KEMGUMNERD
mercoledì 25 marzo 2009
IL MINISTRO RONCHI SPARACAZZATE
martedì 6 gennaio 2009
RIGNANO: QUATTRO RINVII A GIUDIZIO?
Rignano, chiuse le indagini:
quattro maestre verso il rinvio a giudizio
di Valentina ErranteL’avviso di chiusura indagini, firmato lo scorso dicembre, dovrebbe essere notificato agli avvocati nei prossimi giorni. L’atto, che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio, riguarda solo alcune delle persone coinvolte nell’inchiesta che per mesi è stata al centro di polemiche. Una vicenda controversa che ha aperto un vero e proprio scontro tra gli abitanti del piccolo centro alle porte di Roma.
A rischiare il processo sarebbero le maestre indicate nel corso degli incidenti probatori dai bambini della Olga Rovere ascoltati prima da un team di specialisti e poi dal gip Elvira Tamburelli. Gli indagati, che riceveranno l’avviso di chiusura indagini, però potrebbero ancora vedere archiviata la propria posizione: i legali avranno quindici giorni di tempo per presentare memorie e nuovi elementi o sollecitare interrogatori.
L’inchiesta sui presunti episodi di pedofilia era partita nell’estate del 2006. I genitori di alcuni bambini avevano presentano ai carabinieri pesantissime denunce nei confronti di alcuni insegnanti della scuola. Poi, a catena, nei giorni successivi, ne erano arrivate altre. Fino a coinvolgere ventidue dei piccoli alunni. Sul registro degli indagati erano finiti i nomi di tre maestre, una bidella, un immigrato cingalese e del marito di una delle insegnanti. Alcuni mesi dopo c’era stato un blitz nella scuola, nell’aprile successivo erano scattati gli arresti, le maestre Patrizia Del Meglio, Marisa Pucci e Silvana Magalotti erano finite in carcere. Con loro, il marito della Magalotti, l’autore tv Gianfranco Scancarello, la bidella Cristina Lunerti e il benzinaio cingalese Kelum De Silva. Il nome di un’altra maestra intanto era stato iscritto sul registro degli indagati. Poi il Tribunale del Riesame e la Cassazione avevano annullato i provvedimenti. I racconti dei bambini non erano stati registrati e nessuna traccia dei piccoli era stata rilevata dal Ris nei luoghi dei presunti abusi.
Nessuna testimonianza confermava che i bambini, tutti tra i quattro e i cinque anni, fossero stati portati fuori dall’istituto durante le ore scolastiche e sui bambini non erano state riscontrate tracce di violenza fisica. Intanto la procura aveva ottenuto gli incidenti probatori. I primi diciannove bambini sono stati sentiti per ripetere le accuse alle insegnanti, ma non tutti i racconti sono risultati lineari. Poi altri sono stati chiamati a testimoniare.
sabato 5 gennaio 2008
DA REPUBBLICA: FINALMENTE UNA BUONA NOTIZIA
Il Vaticano: preghiera mondialeper le vittime dei preti pedofili
CITTA' DEL VATICANO - Una preghiera su scala mondiale per "le vittime delle gravi situazioni di condotta morale e sessuale di una piccolissima parte del clero", cioè per le vittime di pedofilia e abusi perpretati da sacerdoti. La propone il Vaticano e l'iniziativa è annunciata all'Osservatore romano dal cardinale Claudio Hummes, prefetto della Congregazione per il clero, che ritiene una "priorità aprire 'cenacoli eucaristicì suscitando un grande movimento spirituale di preghiera per tutti i sacerdoti e per la loro santificazione". Ci sono sempre stati problemi tra i preti, rimarca il porporato, "perché siamo tutti peccatori, però in questo tempo sono stati segnalati fatti veramente molto gravi. Ovviamente - aggiunge - si deve sempre ricordare che solo una minima parte del clero è coinvolta in situazioni gravi, neppure l'un per cento ha a che fare con problemi di condotta morale e sessuale; la stragrande maggioranza non ha nulla a che vedere con fatti di questo genere". (5 gennaio 2008)
sabato 11 agosto 2007
ma questa non è apologia di reato?

"IntervistaVittorio Messori“Il problema? Troppi gay nei
seminari”GIACOMO GALEAZZIROMAVittorio Messori, lei è coautore di Karol Wojtyla e Joseph Ratzinger: qual è, da ascoltato frequentatore dei Sacri Palazzi, la sua idea sugli scandali sessuali nella Chiesa dopo gli ultimi casi giudiziari di don Gelmini e dei sacerdoti ricattati a Torino?«Un uomo di Chiesa fa del bene e talvolta cade in tentazione? E allora? Se fosse così per don Pierino Gelmini, se ogni tanto avesse toccato qualche ragazzo ma di questi ragazzi ne avesse salvati migliaia, e allora? La Chiesa ha beatificato un prete denunciato a ripetizione perché ai giardini pubblici si mostrava nudo alle mamme. Queste storie sono il riconoscimento della debolezza umana che fa parte della grandezza del Vangelo.
Gesù dice di non essere venuto per i sani, ma per i peccatori. E’ il realismo
della Chiesa: c’è chi non si sa fermare davanti agli spaghetti all’amatriciana,
chi non sa esimersi dal fare il puttaniere e chi, senza averlo cercato, ha
pulsioni omosessuali. E poi su quali basi la giustizia umana santifica
l’omosessualità e demonizza la pedofilia? Chi stabilisce la norma e la soglia
d’età?»La Chiesa non controlla più i sacerdoti?«Nessuno osa più comandare, si
pretende dalla Chiesa il dialogo invece della disciplina. Ci si scandalizza del
sacerdote molestatore, poi però il vescovo diventa un odioso despota se nega
l’ingresso in seminario ad un gay. Ci si indigna dei peccati dei sacerdoti ma se
l’autorità ecclesiastica cerca di imporre le regole scoppia il finimondo e si
grida alla repressione, all’autoritarismo, alla discriminazione. Casi come
quelli esplosi in questi giorni, la Chiesa li ha sempre ricondotti sotto il
proprio controllo. Ma oggi il “vietato vietare” le proibisce di esigere
disciplina al suo interno. La Chiesa ha sempre saputo che seminari e monasteri
attirano omosessuali. Prima era molto attenta a porre barriere all’ingresso e a
sorvegliare la formazione. Chi dimostrava tendenze gay veniva messo fuori. Poi
il no alla discriminazione ha permesso l’ingresso in forze degli omosessuali e
ora la Chiesa paga quell’imprudenza».I suoi sostenitori definiscono don Gelmini un «santo»«Non entro nel caso giudiziario, però è indubbio che nella storia
della Chiesa una sessualità disordinata ha potuto convivere agevolmente con la
santità. Sono legato al segreto richiesto dai Postulatori, ma potrei fare nomi
celebri. Il fondatore di molte istituzioni caritative in Europa è stato
proclamato Beato nonostante le turbe sessuali che per un istinto incoercibile lo
spingevano a compiere atti osceni in luogo pubblico. Non mi scandalizzo, penso
ai drammi umani che ci sono dietro. San Giovanni Calabria era un benefattore
dell’umanità, ma è stato sottoposto a sette elettroshock: da psicopatico grave,
da manicomio».Perché scoppiano adesso questi scandali?«In America è stata
assolta la maggior parte delle diocesi che invece di patteggiare hanno tenuto
duro e sono arrivate in giudizio. Però è innegabile che oggi nella Chiesa la
castità fa problema. Sul piano umano è disumana. Si resta casti solo se si ha
fede salda, fiducia nella vita eterna. Il deficit non organizzativo, ma di fede.
E non si risolve abolendo il celibato ecclesiastico perché l’80% sono casi gay.
Deviazioni sessuali di preti che mettono le mani addosso agli uomini e ai
ragazzini. La caduta della fede e la rivoluzione sessuale accrescono il
problema. Chi è causa del suo mal pianga se stesso: sono stati eliminati i
controlli per ammettere in seminario pure gli effeminati il cui sogno era stare
in mezzo agli uomini».Le comunità antidroga sono terra di nessuno?«La Chiesa
deve tappare i buchi della società laica. I preti antidroga nessuno li
controlla, sfuggono alla sorveglianza dei vescovi e dei superiori perché
diventano superstar, con i rispettivi supporter politici. E così c’è lo
schieramento dei buoni samaritani di destra e di quelli di sinistra, don Ciotti
contro don Gelmini. I preti di Torino sono finiti nella rete dell’estorsione
perché si è inventato il concetto ipocrita di pedofilia. Così un ricattatore
senza arte né parte campa con la minaccia di far esplodere uno scandalo. Una
volta ricattavano i notai con l’amante, oggi la categoria più esposta è il prete
gay».Un business, come dice Bertone?«Sì. Negli Usa gli avvocati mettono cartelli
per strada: “Vuoi diventare milionario? Manda tuo figlio un anno in seminario e
poi passa da noi”. Le diocesi sono facilmente ricattabili, preferiscono pagare
anche se innocenti. Temono un danno d’immagine. E l’inquinamento riguarda anche
noi. Il politicamente corretto sta prendendo campo anche nel cattolicesimo
italiano. E i risultati si vedono, purtroppo»."
giovedì 19 luglio 2007
Rignano Flaminio: la tristezza di essere stati profeti
“Rignano, bufera sul Tg5 per video-perizia sui bimbi”Protestano le famiglie: «Mimun si dimetta»
ROMA (18 luglio) - Polemica per un video, trasmesso dal Tg5, con la
registrazione di una parte del filmato che servirà per la perizia psicologica
sui bambini vittime di presunti abusi sessuali a Rignano Flaminio. La voce fuori
campo che accompagna la registrazione - fatta in questi giorni al dipartimento
di Scienze neurologiche di via dei Sabelli a Roma e trasmessa dal telegiornale
diretto da Clemente Mimun con esclusione dell'audio del dialogo tra la psicologa
e la bambina - spiega che vi sono tre telecamere nascoste agli occhi dei
bambini. Ma la voce del giornalista che racconta le immagini spiega che quando
la psichiatra inizia a chiedere della scuola, la bambina «cerca di cambiare
argomento». Nella registrazione si vede chiaramente una bambina, che per le
inquadrature mostrate appare riconoscibile, e la psichiatra che la fa giocare
all'interno di una piccola stanza entro cui ci sono un tavolo, due sedie e molti
giocattoli anche sparsi per terra. Le riprese mostrano prima la bambina che
insieme alla dottoressa costruisce una casetta di cartone sul tavolo, poi gioca
per terra per poi rimettersi al tavolo per disegnare. La psichiatra gioca con
lei e le parla. Dopo la trasmissione del video, Antonio Cardamone, legale di
parte civile delle famiglie dei bimbi presunte vittime di abusi a Rignano
Flaminio, ha rivolto un invito «a valutare l'opportunità di dimettersi» al
direttore del Tg5. «Egregio direttore - comincia la lettera firmata dagli
avvocati Cardamone e Franco Merlino - nel pieno rispetto del mandato difensivo
conferitoci da alcuni genitori coinvolti nella ormai nota vicenda dell' asilo di
Rignano Flaminio la informiamo di aver già provveduto a dare notizia
all'autorità giudiziaria del servizio mandato in onda nell' edizione serale del
suo telegiornale». «I quattro bambini, evidentemente riconoscibili, visti da
tutti gli italiani (o meglio da chi guarda il notiziario da lei diretto) -
proseguono gli avvocati - sono tutti difesi da noi. Le responsabilità gravissime
che scaturiscono dalla messa in onda del servizio sono assolutamente ed
esclusivamente a lei riconducibili. Non ci soffermiamo sulle molteplici
violazioni delle leggi penali e civili, oltre che della Carta di Treviso, che
sono state compiute e non ci possiamo esimere dal diffidarla ad una futura
ripetizione. Non possiamo nemmeno nasconderle le evidenti ripercussioni che
tutto ciò potrà comportare nella ricerca della verità. Per tutto quanto sopra
esposto, e per la gravità delle violazioni commesse, la invitiamo a valutare
l'opportunità di dimettersi dalla carica che attualmente ricopre». «Il Tg5 ha
trasmesso un servizio in cui si spiegavano le modalità dell' incidente
probatorio; non si faceva riferimento ad alcun dettaglio dei contenuti dei
colloqui tra i bambini e gli psicologi; si vedeva l'ambiente dei colloqui, con
un tavolo simile ad un banco di scuola, un blocco da disegno e dei giocattoli
sul pavimento e non si mostrava alcuna immagine in cui i piccoli potessero
essere riconosciuti. Questo è quanto», ha replicato Mimun.
...essere stata profeta a volte non è per niente una soddisfazione anzi! Leggetevi il post: Perizie o reality show?
venerdì 6 luglio 2007
...BENE! EPPUR SI MUOVE. ANNO ZERO NON TANTO RUMORE PER NULLA...
Venerdì 06 Luglio 2007
di FRANCA GIANSOLDATI CITTA’ DEL VATICANO - Il Vaticano ha chiesto al cardinale Ennio Antonelli di riaprire le indagini su don Lelio Cantini, il sacerdote fiorentino accusato di avere commesso abusi pluriaggravati su minori. La Congregazione della Dottrina della Fede ha inviato all'arcivescovo di Firenze una comunicazione riservata sollecitando ulteriori indagini. Obiettivo: far luce, una volta per tutte, su uno dei casi più scabrosi mai emersi in Italia. Da un primo processo canonico di carattere amministrativo istruito dalla diocesi fiorentina, don Lelio è stato giudicato responsabile di violenze su alcune ragazze negli anni 1973-1987, di falso misticismo, di controllo delle coscienze. La punizione comminata, a norma del canone 1336, ha tenuto conto, come ha spiegato il cardinale Antonelli, dell'età avanzata dell’ex parroco e del suo malfermo stato di salute. Non può più confessare, celebrare messa in pubblico, assumere incarichi ecclesiastici. Ogni giorno e per un anno intero, inoltre, è obbligato a recitare il Salmo 51: «Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia», oltre che versare periodicamente somme di denaro ad associazioni caritative. Per le vittime i provvedimenti finora presi sono «insufficienti» tanto che reclamano un ulteriore processo, stavolta di carattere penale-giudiziario che possa arrivare alla scomunica e alla riduzione allo stato laicale del religioso. Ad indurre l'ex Sant'Uffizio ad intervenire per chiedere inchieste supplementari sono i nuovi elementi emersi a seguito della puntata di “Annozero”, andata in onda lo scorso mese e dedicata al tema dei preti pedofili. A smuovere le acque anche l’indagine in corso promossa dalla magistratura ordinaria e la lettera delle vittime ai vertici della Congregazione della Fede. Al cardinale Antonelli ora spetterà il compito di istruire un nuovo processo. Incontrando un gruppo di parroci ha annunciato di voler affidare a un sacerdote l’incarico di una istruttoria suppletiva.
giovedì 5 luglio 2007
Prete pedofilo, ancora la stessa storia
Dieci anni fa era già stato in prigione per lo stesso reato
Roma: prete condannato per pedofilia
A.D. 58 anni sacerdote e insegnante alla scuola Media Salvo D'acquisto dovrà scontare 4 anni e due mesi di carcereROMA - Sacerdote, insegnate e anche pedofilo,
secondo la magistratura. E’ stato condannato, in rito abbreviato, dal gup
Claudio Mattioli, a 4 anni e due mesi, un sacerdote accusato di aver abusato di
due ragazzini. Il prete, A.D., di 58 anni, di origine siciliana, officiava nella
diocesi dedicata alla Madonna di Czestokova, alla Rustica, e insegnava religione
alla scuola media di Roma «Salvo D'Acquisto». L’uomo, che per i fatti oggetto
del procedimento era anche finito in manette, è da tempo agli arresti
domiciliari in un convento di Benedettini Silvestrini a Bassano Romano. Il capo
d’imputazione per A.D. è: atti sessuali con minori, aggravati dal fatto che le
vittime erano a lui affidate «per ragioni di educazione e di vigilanza». Il
giudice ha imposto anche una provvisionale di 15mila euro di rimborso alle
vittime.
GIA' CONDANNATOPER LO STESSO REATO - In passato era già stato
condannato dieci anni fa per una storia molto simile ma, scontata la pena, era
tornato alla sua attività a scuola e all’oratorio. Arrestato nell’estate scorsa,
il religioso, inizialmente, aveva negato tutto, ma in seguito aveva confessato,
almeno in parte, cercando però di sminuire la gravità delle violenze. La prima
denuncia a carico di A.D. venne presentata dai genitori di un dodicenne con
gravi problemi psichici, un ragazzo "affetto da un disturbo del comportamento
nell*ambito dell*organizzazione cognitiva borderline". Il giovane, che
frequentava l*oratorio della Rustica, raccontò di essere stato palpeggiato e
molestato dal sacerdote e, qualche giorno dopo, alcuni amichetti della stessa
età gli raccontarono di aver subìto lo stesso tipo di violenze. In seguito si
accertò un secondo caso, avvenuto, stavolta, durante un campo scuola nell*isola
di Ventotene. A.D. aveva sorpreso un gruppo di ragazzi che scherzavano e si
misuravano gli organi genitali. Il religioso avrebbe approfittato della
circostanza per rivolgere pesanti avances a un altro adolescente, anche lui di
12 anni.
05 luglio 2007
sabato 26 maggio 2007
Sex crimes and Vatican Nuovo link
Sex Crimes and Vatican
giovedì 17 maggio 2007
Sex Crimes and Vatican
Documentario della BBC su sacerdoti e pedofilia, soprattutto sui danni provocati dal Crimen Sollicitationis, documento del 1962.
Il filmato è inglese con sottotitoli in italiano.
Crimen sollicitationis esiste - presto il video della BBC
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Crimen sollicitationis (in latino "crimine di adescamento") è un documento segreto emesso dal Santo Ufficio del Vaticano (adesso conosciuto come Congregazione per la Dottrina della Fede) nel 1962, che fornisce istruzioni ai vescovi cattolici su come trattare i casi nei quali i preti erano accusati di usare la segretezza del confessionale per fare avances sessuali ai penitenti.[1] Non solo, tramite esso si danno istruzioni su come porsi innanzi a casi di "crimini peggiori", nei quali un prete è sessualmente coinvolto con un animale, bambino o uomo. Gli avvocati canonici sono in disaccordo sul limite temporale secondo il quale il documento sarebbe ancora in vigore. Tale documento è stato redatto dal Cardinale Alfredo Ottaviani e approvato da papa Giovanni XXIII.
Il documento invoca segretezza sia per i casi trattati che per il documento stesso. Esso impone segretezza persino sulle vittime degli abusi sessuali. Sono imposte misure estreme per la violazione della segretezza, comprese la scomunica, la quale può essere inflitta e tolta solo dal papa in persona. Alcuni vescovi, come conseguenza, sostengono di non averne mai conosciuto l'esistenza.
La prima volta che Crimen sollicitationis apparve sotto i riflettori fu nel 2001 in quanto ne fu fatta menzione in una lettera scritta dall'allora Cardinale Ratzinger ai vescovi del mondo, riguardante nuove procedure atte a fronteggiare le accuse sugli abusi sessuali minorili da parte di preti cattolici.[2] I legali coinvolti nei casi contro la Chiesa (numerosi negli Stati Uniti) hanno sostenuto che il documento è prova di ostruzione alla giustizia (obstruction of justice). Come risposta, i difensori della condotta della Chiesa hanno sostenuto che la pratica della segretezza riguardava solo le leggi canoniche (la cui conseguenza estrema alla violazione era la scomunica) e che ciò non impediva ad un vescovo di riferire alle autorità civili su casi di pedofilia interna. Essi hanno inoltre sostenuto che, siccome il documento imponeva segretezza, sarebbe stato improbabile poter influenzare le azioni dei funzionari della Chiesa, tranne quelle di cui si era a conoscenza.
Merita menzione il fatto che, mentre il paragrafo 1 del documento sembra limitare la sua applicazione ai casi di "tentazione" di un penitente da parte di un prete:
«Il crimine di adescamento subentra allorquando un prete tenta un penitente ... nell'atto sacramentale della confessione, sia prima che immediatamente dopo ... verso questioni impure o oscene»
(Trad.)
L'articolo 72 specifica che:
«... queste cose che sono state stabilite riguardanti il crimine di adescamento ... sono altrettanto valide, cambiando solo quelle cose che devono essere cambiate a causa della loro stessa natura, per i crimini peggiori»
(Trad.)
Il termine "crimine peggiore" (definito nel paragrafo 71) fa riferimento agli abusi sessuali perpetrati da una persona di condizione clericale nei confronti di una persona dello stesso sesso, il che porta a concludere che le leggi date, incluso il giuramento alla segretezza, si applichino effettivamente alle vittime di abuso."
martedì 1 maggio 2007
perizie o reality show
lunedì 30 aprile 2007
...c'è ancora posto per me nella Chiesa?
Non ho avuto un attimo di esitazione, mi sono alzata e sono uscita dalla chiesa. Non so descrivere il senso di amarezza con cui ho iniziato a girovagare senza sapere bene cosa fare... Poi mi è venuto in mente che comunque era Domenica e insomma non mi andava di rimanere senza messa, così passando davanti una delle chiese del centro sono entrata, la celebrazione era iniziata e il sacerdote stava predicando... In tutto ci saranno state dieci persone. Gran parte dell'omelia che ho sentito è stata sul family day, su quanto fosse importante parteciparvi per affermare l'identità cristiana e difendere la famiglia, ecc... Non me ne sono andata, ma davvero mi sono sentita invadere da una tristezza profonda, ho riflettuto che forse sono io ad essere fuori posto in una chiesa che protegge e rende omaggio a Bernard Law e che fa propaganda ad una manifestazione di cui non condivido una virgola... Io che anche nelle situazioni peggiori ho sempre citato don Milani "La chiesa è come la mamma, e uno se c'ha la mamma brutta mica l'ammazza, gli vole bene lo stesso!" , io oggi non mi ci ritrovo e la cosa peggiore è che so benissimo che non sono io che devo andarmene! giovedì 26 aprile 2007
UN CATTOLICO è PIU' COLPEVOLE
"Maestre d'asilo pedofile? Fuori le prove di RENATO FARINA
La pedofilia è il più infame dei reati. Quando la violenza sessuale colpisce piccini di tre, quattro o cinque anni essa assume un carattere demoniaco. Chi la commette è
spedito fuori dal contesto umano. Sono gli orchi. Ma perché sono sempre maestre
d'asilo, specie cattoliche? Scusate le domanda. Ma sta succedendo un abominio.
Forse un doppio abominio. Il primo lo sappiamo, ed è raccontato senza dubbio
alcuno. Così ieri siamo stati tutti travolti dal caso della scuola materna di
Rignano Flaminio, vicino a Roma. Hanno arrestato tre maestre d'asilo cattoliche,
un regista televisivo di buoni sentimenti, una bidella e un benzinaio cingalese.
Una masnada di orchi. Ripeto la domanda. Possibile che la razza peggiore
dell'universo si annidi tra le insegnanti di scuole materne cattoliche? La
putrefazione dell'essere uomini ha davvero come luogo privilegiato la categoria
delle maestrine e delle catechiste... "
Questo è l'incipit dell'articolo di Renato Farina su "Libero" di oggi. Un delirio. Io sono cattolica e quando personaggi che si dichiarano cattolici praticanti si macchiano di tali delitti, mi sento offesa si, ma da loro non certo da chi li accusa!
La domanda egregio dottor Farina è semmai: come mai nonostante siano cattoliche praticanti certe persone siano capaci di macchiarsi di reati così aberranti?
Le parole più dure mai pronunciate da Gesù contro dei peccatori sono quelle rivolte nei confronti a chi è di scandalo per i piccoli:
"Matteo 18:6 Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono
in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da
asino, e fosse gettato negli abissi del mare.""Marco 9:42 Chi scandalizza uno di questi piccoli che credono, è meglio per lui che gli si metta una macina da asino al collo e venga gettato nel mare."
non dovrebbe bastare questo come deterrente? non dovremmo noi cattolici avere una sorta di immunità dalla capacità di compiere atti così crudeli? noi che abbiamo una devozione così marcata per il bambino Gesù? invece no! non mi dirà che anche quei sacerdoti negli Stati Uniti che hanno confessato lo hanno fatto perchè condizionati dagli eventi! Purtroppo la pedofilia in ambienti cattolici esiste, come esiste in mille altri ambienti, ma ovviamente quella dei cattolici è molto più di scandalo! Ed è giusto che sia così! Se sei un catechista, che mi educa all'amore di Dio per gli uomini, ad amare i miei fratelli ed anche i miei nemici e poi mi chiudi in bagno e mi violenti, sei molto più colpevole di chi commette questi atti senza professare alcuna appartenenza confessionale. Se sei un missionario che ti occupi di dare un tetto ai bambini di strada e per graditudine questi bambini devono subire le tue sevizie, sei molto più colpevole!
Smettiamola di gridare alla caccia alle streghe, di citare i processi di Salem, tutte cose inventate da noi cristiani per altro...
Noi cattolici dobbiamo avere il coraggio della verità, senza isteriche reazioni contro presupposti intenti persecutori.
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Orchi dal volto umano
Da quando si è avuta notizia degli arresti a Rignano Flaminio continuo a leggere cronache, notizie, approfondimenti…chiedendomi come possa l’animo umano scendere in profondità così abissali.
E se è vero che esiste la presunzione di innocenza per gli arrestati, è vero che ci sono stati comunque dei bambini abusati, i giornali riferiscono di almeno sei bambine deflorate e altri abusi accertati, allora se anche gli arrestati risultassero innocenti per favore che non si metta tutto a tacere! additando gli accusatori come pazzi e visionari, senza cercare più i veri colpevoli!
Gli avvocati della difesa hanno già iniziato la loro opera denigratoria, l’avvocato Franco Coppi ha dichiarato che a dei bambini di quella età un adulto può far dire ciò che vuole sentirsi dire, questo non è assolutamente vero! Io ho lavorato con i bambini di quella età, bambini che provenivano da situazioni di degrado morale e materiale… Spesso abbiamo avuto dei sospetti, ma soltanto una volta abbiamo avuto conferma. È possibile che possano essere imprecisi, che abbiano difficoltà a collocare nel tempo, confondere la cronologia dei fatti, ma queste imprecisioni non devono essere prese a pretesto per avvalorare la tesi che sia tutto frutto della loro fantasia.
Il problema è che per nostra buona pace tendiamo a credere che orrori simili possano essere commessi solo da personaggi dalle caratteristiche lombrosiane, riconoscibili e identificabili come mostri, orchi e orchesse. Non ci rassegniamo a considerare che il più delle volte i colpevoli hanno il comportamento e i tratti rassicuranti dell’amico di famiglia, dello stimato professionista, dell’educatore o dei vicini di casa. Per questo spesso non ci si accorge di nulla e le vittime non vengono credute, perché queste figure sono insospettabili per definizione, come puoi pensare che l’amico, padre di famiglia, tanto legato ai tuoi bambini, ecc… possa molestarli? Allora non ci si può più fidare di nessuno?! Forse…oppure davvero dobbiamo imparare ad ascoltare i bambini, a dedicare loro non solo più tempo, ma dare qualità a questo tempo. Certo questo non garantisce contro possibili abusi, ma probabilmente permette una conoscenza che rende possibile percepire il disagio immediatamente, senza fraintendimenti o equivoci, senza che possa essere reiterato nel tempo. Non c’è una solitudine maggiore di quella di una vittima non ascoltata.
La vicenda di Rignano Flaminio ha tutte le caratteristiche per diventare un processo mediatico, ci si augura che ai piccoli, vittime accertate, siano risparmiati tentativi denigratori di diffamazione, che l’attenzione della difesa si focalizzi a provare l’innocenza degli indagati, non a colpevolizzare le famiglie dei bambini…che tutta la macchina giudiziaria sia mossa solo dalla motivazione di trovare i colpevoli davvero e non solo di provare la colpevolezza di questi indagati.