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mercoledì 28 agosto 2013

LA PORNOGRAFIA E' SOLO TUA (ovvero l'ennesima brutta figura della Curia bolognese)

Personalmente sono convinta che l'arte debba sempre essere avanguardia e svolgere un ruolo di provocazione. Sono quindi contraria a forme di censura tese a inibire tale ruolo. Nel caso ritenga che una manifestazione artistica possa disturbare eccessivamente la mia sensibilità mi astengo dal visionarla o assistervi. Quindi ritengo le varie voci che si sono espresse per impedire che tale mostra venga allestita a Bologna assolutamente inopportune. Ma a lasciarmi ancora più perplessa è appunto la presa di posizione della Curia di Bologna.
Perché se c'è un'istituzione che ha fatto dell'esposizione dei corpi o di loro parti un aspetto fondante della propria esistenza questa è la Chiesa Cattolica. E pensando a Bologna non si può pensare a quella che ritengo essere una delle reliquie più macabre di tutto il cattolicesimo ovvero il cadavere della povera Caterina de Vigri esposto nel monastero della "Santa" in via Tagliapietre.


E che dire di quei corpi che costituiscono elemento fondativo di culti locali, incomprensibilmente definiti incorrotti, quale segno distintivo di santità, ma nient'altro che cadaveri mummificati. Penso a san Francesco d'Assisi o anche a san Pio da Pietralcina, a quest'ultimo è stata addirittura applicata una maschera di silicone con tanto di barba. Un'operazione estetica davvero di dubbio gusto. 
Quelli citati sono i più noti ma rappresenterebbe un impresa davvero impossibile redigere un elenco esaustivo di corpi esposti in chiese e santuari meno conosciuti. In bassa Umbria ad esempio è noto quello del beato Antonio Vici in posizione semi sdraiata.
Questo limitandoci ai corpi interi, se poi si volesse ampliare il discorso alle reliquie di singole parti rischieremmo di perderci nel magma di brandelli, parti anatomiche e quantità eccessive di braccia, dita, femori, ecc... attribuiti ad un singolo corpo (per tacere pietosamente dei sette prepuzi di Gesù). 

Così quando la Curia di Bologna definisce "pornografia" l'esposizione dei corpi plastinati mi sorge il dubbio che diventa subito certezza che abbia perso l'ennesima occasione di stare zitta ed evitarsi una pessima figura.

giovedì 24 aprile 2008

LA RELIGIONE DEL CORPO IL CORPO DELLA RELIGIONE



Il cattolicesimo è una religione materialista, nel senso che non perde mai il contatto con la materia, con i corpi e la carne. Del suo fondatore sappiamo che mangiava e beveva, probabilmente danzava (basta pensare alle nozze di Cana). Il suo primo miracolo, la trasformazione dell'acqua in vino, rivela una grande attenzione a necessità anche non propriamente vitali. Voglio dire un conto guarire un paralitico, un conto aiutare gli sposi a salvare la faccia perchè non hanno più vino per gli ospiti.

E' una religione il cattolicesimo il cui rito principale, detto proprio "banchetto eucaristico" non è altro che l'astrazione simbolica della cena pasquale ebraica. E noi cattolici ci nutriamo ogni volta del corpo di Cristo.

Dunque i corpi in questo contesto assumono un significato rilevante. A maggior ragione i corpi dei Santi, che sono indicati come esempi e campioni di questa fede. E' il contatto con il loro corpo diretto o attraverso le reliquie che realizza la guarigione miracolosa, il corpo defunto ha in sè energia tale per guarire e sanare malattie fisiche e dello spirito...

L'esposizione dei corpi dei santi è elemento indispensabile per realizzare pienamente la speranza dei fedeli di essere guariti, curati, esauditi.

San Pio da Pietralcina ora intercederà ancora di più presso Dio realizzando molti più miracoli, di quanti ne siano stati attribuiti fino ad ora alla sua intercessione.

Tutto questo appartiene alla nostra cultura, al nostro sistema di pensiero e non ci si può rinunciare in nome di una razionalità e di una scienza incapaci di comprendere i meccanismi immateriali che sconvolgono la materia viva.