martedì 21 giugno 2011
sabato 18 giugno 2011
martedì 31 maggio 2011
sabato 9 aprile 2011
ASIA MAIOR 2010: Ripresa economica, conflitti sociali e tensioni geopolitiche in Asia Asia Maior Osservatorio italiano sull’Asia a cura
E' uscito l'ultimo volume di Asia Maior: "Ripresa economica, conflitti sociali e tensioni geopolitiche in Asia" i curatori del volume sono Michelguglielmo Torri e Nicola Mocci. Il testo contiene un'analisi approfondita e puntuale degli aspetti geo-politici dei paesi asiatici dell'ultimo anno.
Per la seconda volta la Thailandia è stata trattata da Monica Ceccarelli.
N.B.: cliccando sul titolo del volume è possibile scaricarlo interamente in formato .pdf
Per la seconda volta la Thailandia è stata trattata da Monica Ceccarelli.
N.B.: cliccando sul titolo del volume è possibile scaricarlo interamente in formato .pdf

sabato 19 febbraio 2011
LA FELICITA' IN UNA VASCA DA BAGNO...
Oggi ho accompagnato B. in quella che sarà la sua casa per 18 mesi. Si tratta di un progetto per sostenere il percorso verso l'autonomia di donne rifugiate o con permesso per motivi di protezione umanitaria. B. è molto giovane ma ha il volto devastato dallo stress e da un odissea che sembra non aver fine... Etiope sposata ad un eritreo, il marito è stato ucciso e mi ha raccontato che, in quanto madre etiope di figli eritrei, è dovuta fuggire con i suoi figli e la madre. E' arrivata in Sudan. Ma dopo poco è rimasta incinta senza essere sposata e così è fuggita di nuovo per non essere uccisa. Ha attraversato il deserto insieme al nuovo compagno, è arrivata in Libia e da lì si è imbarcata. Poi è sbarcata a Lampedusa, poi in qualche modo è arrivata a Roma ha partorito un figlio che adora. Il suo compagno nel frattempo era venuto a Bologna lei lo ha raggiunto ma lui aveva già cominciato a perdersi e le loro strade si sono divise. Lei da quasi due anni vive in una struttura di accoglienza forse più simile a un incubo che altro. Oggi le ho fatto vedere il monolocale in un palazzone di edilizia residenziale pubblica...era contenta...poi è entrata nel bagno e si è entusiasmata, ha voluto che entrassi a vedere "la vasca"... Poi mi ha raccontato che una volta si era portata suo figlio nell'appartamento dove lavorava e il bambino, quando aveva visto la vasca da bagno, le aveva detto che anche lui voleva poter fare il bagno nella piscina.... A quel punto mi ha abbracciata in lacrime, ringraziandoci per tutto. E alla fine ha aggiunto "che fortunato che è mio figlio!" Mi sono emozionata e nella mia emozione ho pensato a quelli che vorrebbero affondare i gommoni e che respingono gli immigrati in Libia sostenendo di rispettare le normative internazionali. Ho pensato che troppo spesso guardando le immagini dei disperati sbarcati a Lampedusa pensiamo che il loro viaggio finisca lì....ed invece è solo una tappa di un peregrinare tra commissioni e burocrazie, ottenere un permesso, vedersi riconosciuta la condizione di rifugiato non è cosa scontata. Ed in mezzo ci sono la disintegrazione della tua famiglia, della tua identità, la perdita degli affetti... E allora pensi che tuo figlio sia davvero un bambino fortunato perchè potrà fare il bagno nella vasca!
Tema:
immigrati,
immigrazione,
Lampedusa,
Libia,
rifugiati
giovedì 6 gennaio 2011
domenica 19 dicembre 2010
Lesbo-spot e omosessualità femminile
Qualcuno si è detto soddisfatto del coraggio della Renault per quello che ormai tutti chiamano il lesbo-spot.... Personalmente non posso fare a meno ancora una volta di notare come l'omosessualità femminile venga usata in termini di ambiguità e morbosità.
Nello spot la tipa con la maglia nera arriva a quella che sembra essere una festa, lancia occhiate ad una tipa con una maglia rosa che cazzeggia su un divano con un tizio... La seconda tipa raccoglie immediatamente l'invito, entra in camera si spoglia, luce soffusa, si sdraia sul letto e l'altra le sale sopra per bendarla e poi le ruba la maglia rosa e se ne va...mentre la voce fuori campo commenta: "la competizione è femmina"!
Ora a me non sembra che questo dimostri da parte della Renault una particolare volontà di sdoganare l'omosessualità femminile, ma piuttosto ancora una volta la solita operazione di marketing che tende a stuzzicare un certo voyeurismo, per poi spiazzarlo con un finale inatteso... Roba già vista tra l'altro negli spot Campari di qualche anno fa.
Il vero coraggio sarebbe stato nel mostrare una normale coppia omoaffettiva che utilizza la Twingo per accompagnare a scuola la propria figlia o figlio prima di andare al lavoro o magari per andare al lavoro o a fare la spesa. Ma questo evidentemente risulterebbe davvero troppo scandaloso ed inaccettabile per la cultura del nostro paese immorale e bacchettona!!!
Tema:
lesbica,
lesbismo,
lesbo-spot,
lgbt,
Omosessualità,
Renault,
spot,
Twingo
DA BRESCIA AL RESTO DI ITALIA: DEMOCRAZIA IN PERICOLO (comunicato stampa dell'Associazione Xenia)
Ora che i riflettori dei media hanno abbassato le loro luci e la protesta in cima alla gru di Brescia si è conclusa, non possiamo non domandarci cosa sta succedendo?
Non possiamo credere sia soltanto un caso che Noureddine, uno dei lavoratori più attivi nel denunciare la sanatoria truffa, sia stato fermato il 13 dicembre ed inviato presso il CIE di Modena in quanto risultava a suo carico una condanna per inottemperanza ad un decreto di espulsione.
Non possiamo credere sia soltanto un caso il fermo di Eldhy Seyou Gadiaga poi deceduto il 12 dicembre mentre era rinchiuso nella cella di sicurezza della caserma dei Carabinieri di piazza Tebaldo Brusato a Brescia. Eldhy, cittadino senegalese, probabilmente morto per cause naturali, dopo 15 anni di lavoro regolare in Italia era diventato irregolare perché aveva perso il suo impiego. È stato quindi fermato e trattenuto in quanto su di lui pesava un provvedimento di espulsione per “immigrazione clandestina”, dopo quindici anni di regolare permanenza in Italia! L'assurdità di questa seconda vicenda è aggravata dalla conseguenza dell'arresto di Eldhy. Un cittadino chiunque esso sia, non può e non deve morire mentre è in stato di detenzione.
Quello che intendiamo porre in evidenza è quanto sta accadendo a Brescia ovvero una repressione strisciante, ai limiti della rappresaglia, finalizzata ad intimorire i cittadini migranti, per indurli a non esporsi, a non esercitare il loro diritto a protestare, consapevoli che questo possa mettere a rischio ogni possibilità di permanenza in Italia. Rendere sempre più incerta la possibilità di soggiornare nel nostro paese si presta ad una precisa strategia: impedire ai migranti di alzare la voce per chiedere il rispetto dei propri diritti o di avanzare richieste di qualsiasi tipo.
D'altra parte un paese in cui la normativa sull'immigrazione viene inserita nel “pacchetto sicurezza” e non nei piani di sviluppo economico rivela soltanto la meschinità politica che stigmatizza “lo straniero” come causa dei mali che affliggono la società italiana.
I cittadini migranti stanno pagando più di altri il costo della crisi economica. Arrivati in Italia per lavorare e sostenere economicamente le proprie famiglie di origine, nel momento in cui perdono il posto di lavoro non hanno la possibilità di essere sostenuti dalla rete familiare. Anni di lavoro e sacrifici vengono vanificati, ogni sicurezza conquistata con fatica viene sgretolata: lavoro, casa, permesso di soggiorno. Dopo anni in cui hanno pagato tasse e contributi non hanno diritto ad ammortizzatori sociali, una volta perso il lavoro diventano “irregolari” da espellere, un pericolo per la sicurezza dell'Italia.
Appare evidente la necessità di un ripensamento politico sui temi dell'immigrazione e sul riconoscimento non solo dei diritti dei cittadini migranti, ma soprattutto della possibilità di esercitarli senza dover salire sulle gru, sui tetti o sulle torri. Senza la paura di essere fermati ed e espulsi.
Bologna 15/12/2010
sabato 13 novembre 2010
NESSUNO PENSA A KARIMA (RUBY)
...non ci posso fare niente, avete presente quando vi si pianta in testa un pensiero e non riuscite a levarvelo? ecco a me sta accadendo con la vicenda di Karima, la 17enne spacciata per nipote di Mubarak dal nostro Capo del governo. Insomma mi sembra che nessuno si sia occupato di lei. Certo paginone dei giornali con quel gusto da buco della serratura e l'ipocrisia delle pecette sugli occhi per garantirne l'anonimato mentre veniva mostrata in tutta la sua carne, fino all'apoteosi alla mezzanotte del suo compleanno con la libertà di mostrarla per intero... Quello che mi tormenta è che la minore fermata a maggio, per la quale il magistrato dispone l'affidamento in comunità, viene di fatto sottratta al circuito giudiziario dalla 25enne Nicole Minetti per poi abbandonarla al suo destino e nessuno interviene, nessuno la cerca... Finchè la storia, sei mesi dopo, non finisce sui giornali con tutto quel che ne segue. In quei sei mesi cosa è accaduto? Perchè il magistrato non l'ha rintracciata? Perchè nessuno ha cercato di recuperarla? Una minore accusata di furto, che può contare su protezioni altolocate, con il sospetto che sia in un giro di prostituzione e fa la cubista non è da considerarsi un soggetto su cui far intervenire i Servizi Sociali? Sapevano di avere sei mesi di tempo prima della sua maggiore età non è un periodo molto lungo, ma poteva essere sufficiente a tentare di proporle un progetto, ma niente...abbandonata al suo destino!
Karima ha 18 anni, manipolata, violata dal mondo degli adulti e adesso ognuno cerca di ammantare il proprio ruolo come quello di chi si è comportato onestamente o addirittura come benefattore. Anche il magistrato, il PM Fiorillo che oggi coraggiosamente smentisce il ministro Maroni, ma quando ha visto che era stata disattesa la sua disposizione quali misure ha preso? Come è intervenuta? Niente...in fondo Karima era solo una delle tante minori abbandonate al loro destino...delle quali nessuno si preoccupa più.
Tema:
Berlusconi,
Fiorillo,
Governo,
Karyma,
Nicole Minetti,
pedofilia,
politica e dintorni,
prostituzione,
Ruby
domenica 7 novembre 2010
Quattro passi per Bologna
da quando sono a Bologna cammino molto, tanto che mi si consumano le suole delle scarpe... una delle cose più belle è camminare nel centro storico percorrendo i portici che hanno visto passare secoli di studenti universitari e di accademici... in autunno e in inverno godo di un piacere in più: scrutare le finestre con le luci accese dietro cui si intravvedono interni di pregio, soffitti a cassettoni o a volte addirittura affrescati. colgo frammenti, fotogrammi di una Bologna benestante e colta, ricca e di sinistra, con la solidità antica di secoli di albero genealogico. guardo e osservo non per voyeurismo, ma piuttosto con la consapevolezza che non avrò mai accesso a quegli interni, che non mi accadrà di conoscerne i proprietari ed essere invitata a prendere un caffè... è la stessa consapevolezza di quando incrocio coppie innamorate, avverto l'incapacità, l'inaccessibilità ad una dimensione di rapporto di coppia, attraverso invisibile luoghi amici e rinuncio prima di andare in frantumi all'ennesimo rifiuto... Bologna è bellissima ed è come se non fossi qui, ma non vorrei essere in altri luoghi.
forse basterrebbe solo un buon terapeuta?
Tema:
amore,
BOLOGNA,
GLBT,
lesbica,
Omosessualità,
università
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