venerdì 6 luglio 2007

...BENE! EPPUR SI MUOVE. ANNO ZERO NON TANTO RUMORE PER NULLA...




Da Il Messaggero
Venerdì 06 Luglio 2007
di FRANCA GIANSOLDATI CITTA’ DEL VATICANO - Il Vaticano ha chiesto al cardinale Ennio Antonelli di riaprire le indagini su don Lelio Cantini, il sacerdote fiorentino accusato di avere commesso abusi pluriaggravati su minori. La Congregazione della Dottrina della Fede ha inviato all'arcivescovo di Firenze una comunicazione riservata sollecitando ulteriori indagini. Obiettivo: far luce, una volta per tutte, su uno dei casi più scabrosi mai emersi in Italia. Da un primo processo canonico di carattere amministrativo istruito dalla diocesi fiorentina, don Lelio è stato giudicato responsabile di violenze su alcune ragazze negli anni 1973-1987, di falso misticismo, di controllo delle coscienze. La punizione comminata, a norma del canone 1336, ha tenuto conto, come ha spiegato il cardinale Antonelli, dell'età avanzata dell’ex parroco e del suo malfermo stato di salute. Non può più confessare, celebrare messa in pubblico, assumere incarichi ecclesiastici. Ogni giorno e per un anno intero, inoltre, è obbligato a recitare il Salmo 51: «Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia», oltre che versare periodicamente somme di denaro ad associazioni caritative. Per le vittime i provvedimenti finora presi sono «insufficienti» tanto che reclamano un ulteriore processo, stavolta di carattere penale-giudiziario che possa arrivare alla scomunica e alla riduzione allo stato laicale del religioso. Ad indurre l'ex Sant'Uffizio ad intervenire per chiedere inchieste supplementari sono i nuovi elementi emersi a seguito della puntata di “Annozero”, andata in onda lo scorso mese e dedicata al tema dei preti pedofili. A smuovere le acque anche l’indagine in corso promossa dalla magistratura ordinaria e la lettera delle vittime ai vertici della Congregazione della Fede. Al cardinale Antonelli ora spetterà il compito di istruire un nuovo processo. Incontrando un gruppo di parroci ha annunciato di voler affidare a un sacerdote l’incarico di una istruttoria suppletiva.

giovedì 5 luglio 2007

Prete pedofilo, ancora la stessa storia


Dieci anni fa era già stato in prigione per lo stesso reato

Roma: prete condannato per pedofilia


A.D. 58 anni sacerdote e insegnante alla scuola Media Salvo D'acquisto dovrà scontare 4 anni e due mesi di carcere

ROMA - Sacerdote, insegnate e anche pedofilo,
secondo la magistratura. E’ stato condannato, in rito abbreviato, dal gup
Claudio Mattioli, a 4 anni e due mesi, un sacerdote accusato di aver abusato di
due ragazzini. Il prete, A.D., di 58 anni, di origine siciliana, officiava nella
diocesi dedicata alla Madonna di Czestokova, alla Rustica, e insegnava religione
alla scuola media di Roma «Salvo D'Acquisto». L’uomo, che per i fatti oggetto
del procedimento era anche finito in manette, è da tempo agli arresti
domiciliari in un convento di Benedettini Silvestrini a Bassano Romano. Il capo
d’imputazione per A.D. è: atti sessuali con minori, aggravati dal fatto che le
vittime erano a lui affidate «per ragioni di educazione e di vigilanza». Il
giudice ha imposto anche una provvisionale di 15mila euro di rimborso alle
vittime.
GIA' CONDANNATOPER LO STESSO REATO - In passato era già stato
condannato dieci anni fa per una storia molto simile ma, scontata la pena, era
tornato alla sua attività a scuola e all’oratorio. Arrestato nell’estate scorsa,
il religioso, inizialmente, aveva negato tutto, ma in seguito aveva confessato,
almeno in parte, cercando però di sminuire la gravità delle violenze. La prima
denuncia a carico di A.D. venne presentata dai genitori di un dodicenne con
gravi problemi psichici, un ragazzo "affetto da un disturbo del comportamento
nell*ambito dell*organizzazione cognitiva borderline". Il giovane, che
frequentava l*oratorio della Rustica, raccontò di essere stato palpeggiato e
molestato dal sacerdote e, qualche giorno dopo, alcuni amichetti della stessa
età gli raccontarono di aver subìto lo stesso tipo di violenze. In seguito si
accertò un secondo caso, avvenuto, stavolta, durante un campo scuola nell*isola
di Ventotene. A.D. aveva sorpreso un gruppo di ragazzi che scherzavano e si
misuravano gli organi genitali. Il religioso avrebbe approfittato della
circostanza per rivolgere pesanti avances a un altro adolescente, anche lui di
12 anni.
05 luglio 2007

Domanda: fino a quando si ripeterà la storia? Condannato, scontata la pena reintegrato in servizi a contatto con i bambini?
Ma come è possibile che non accada mai che queste persone vengano fermate, denunciate, dai loro superiori o dai loro confratelli? Non so in questo caso, ma spesso prima di rivolgersi alla polizia, le famiglie informano altri sacerdoti o addirittura i vescovi: ma si è mai sentito che qualcuno di questi abbia fatto denuncia o abbia esortato queste persone a farlo? Fino a quando le gerarchie ecclesiali non saranno capaci di liberarsi da questa omertà solidale non potranno recuperare credibilità!

mercoledì 4 luglio 2007

Della Maturità di Pasolini e dei giovani d'oggi

poco fa leggevo barbabog della Bignardi. ha scritto un post sui suoi esami di maturità e un pò sul come eravamo... mi è venuto in mente che non tutto quello che ho vissuto in quegli anni era da schifare oggi. un ricordo riemerso qualche anno fa a casa di una amica: un gita al lago di Piediluco, in tre, abbiamo preso un moscone e dopo aver remato fino al centro del lago, io ho tirato fuori la mia copia del volume: "Tutte le poesie" di Pier Paolo Pasolini, edito da Garzanti. Così abbiamo trascorso una mattinata a leggere e a commentare i suoi versi, nella quiete dell'acqua stagnante del lago e nella tempesta delle vite che avremmo voluto vivere... di noi tre Cecilia è un medico ricercatore nel campo delle cellule staminali, Candida è una dirigente del comune dove ora abita, io sono io, ancora inquieta e in cerca di una stabilità. però guardo ai miei nipoti alle loro aspettative dopo la maturità. se gli chiedessi se conoscono Pasolini mi risponderebbero: "si, du' palle l'emo studiato in quinto?!"

che disastro!

venerdì 29 giugno 2007

Messiah alias Pippo?

«Un sadomaso da educande, nulla di scandaloso o blasfemo» è
stato il commento del sindaco di Venezia Massimo Cacciari. «A me - ha continuato
- non è piaciuto per nulla, se si chiamava Pippo Game nessuno si accorgeva di
niente».

lunedì 25 giugno 2007

Che sia chiaro o sei gay o sei cattolico


""Offese ai gay. Insulti ai fedeli. L'omelia di mons. Matarrese "
"Che sia chiaro, «i gay non possono essere considerati cristiani». Lezione di catechismo con digressione omofoba, quella impartita il 26 maggio da mons. Giuseppe Matarrese, vescovo di Frascati, ad un gruppo di ragazzini in preparazione per la cresima. Il fatto è accaduto a Montecompatri, piccolo paese in provincia di Roma, ed è stato riportato dalla agenzia cattolica Adista che da lunedì darà un resoconto dettagliato della vicenda. Il vescovo stava parlando della famiglia, della famiglia naturale eterosessuale, quando ha sentito il dovere di spiegare il posto degli omosessuali: fuori dalla Chiesa. Una dottrina in chiaro contrasto con il magistero cattolico, visto che le pecorelle smarrite vanno accolte. Probabilmente mons. Matarrese ha voluto parlare chiaramente, per farsi capire meglio dai giovani ragazzi. Che hanno afferrato il concetto. Una ragazzina presente al ritiro spirituale ha alzato la mano e lo ha contestato: «Secondo me non è giusto».Così ha detto: «Secondo me non è giusto perché i gay invece possono amarsi come un uomo e una donna». E qui, racconta Adista, il vescovo 73enne ha perso la pazienza, zittendo in malomodo la ragazzina ribelle chiamandola "scema" e rivolgendo un irritato "hai la capoccia vuota" ad una compagna che tentava di difendere l'amica. Peggio: mons. Matarrese si è rivolto ai genitori e al parroco pretendendo le scuse da parte dei cresimandi, minacciando di escluderli dalla celebrazione del giorno successivo. Mamme e papà preoccupati hanno tentato di convincere i figli, inutilmente. Le scuse non sono arrivate. Il vescovo ha comunque deciso di impartire la cresima ai ragazzi ribelli e agli adulti che li accompagnavano, ma si è tolto un sassolino dalla scarpa: durante l'omelia, ha parlato direttamente con i genitori invitandoli caldamente di tenere sott'occhio i figli che «evidentemente si sono allontanati dalla retta via». "Liberazione" ha tentato di raggiungere telefonicamente mons. Matarrese, che però si trova in ritiro spirituale e non ha potuto fornire una spiegazione.Ruiniano di ferro, il vescovo di Frascati è fratello del più celebre Antonio Matarrese, presidente della Lega Calcio, e di Vincenzo, presidente della squadra di calcio del Bari. Non ha mai fatto mistero delle sue posizioni politiche. Alla vigilia delle amministrative 2005 aveva organizzato un incontro con trenta preti della sua diocesi e il candidato regionale Francesco Storace, poi battuto da Piero Marrazzo. «Sono di destra. Che c'è di male a dire: "Votate Storace"?».Una famiglia, i Matarrese, schierata completamente a destra: la sorella è sposata con un senatore di Forza Italia, mentre Antonio faceva parte della direzione nazionale dell'Udc ed ex segretario provinciale a Bari del partito di Casini. L'episodio di Montecompatri non è isolato. Poche settimane fa un sacerdote del barese aveva negato la comunione ad un giovane. Un fatto sgradevole: il prete ha atteso che il ragazzo si avvicinasse durante la messa per ricevere l'ostia e lo ha allontanato dicendo apertamente e davanti ai fedeli «No, a te no perché sei gay». Il movimento gay-lesbo-trans-bisex e queer denuncia da tempo una recrudescenza dell'omofobia in Italia. Scritte xenofobe dell'estrema destra a parte, gli omosessuali si lamentano apertamente delle opinioni anti-gay espresse quotidianamente da politici ed esponenti della Chiesa cattolica. Pochi giorni fa andava in onda sul Tg2, ha denunciato Franco Grillini, un appello di Buttiglione al movimento omosessuale perché condanni apertamente la pedofilia, «come se ci fosse una qualche continguità»." tratto da Liberazione del 25 giugno 2007, articolo di Laura Eduati
Con tutto il rispetto, sig. Matarrese, lei è un pastore della Chiesa Romana e quindi ha ogni titolo per decidere o meno il mio essere "cattolico"; ma sulla definizione di "cristiano", mi lasci sottolineare che il copyright non ve lo siete ancora aggiudicato. Anzi, le dirò, che forse, visto il suo atteggiamento, lei non sa proprio cosa voglia dire essere cristiano. Eviti, dunque, l'uso di vocaboli di cui non conosce il significato.
E a voi, amici chiedo: ma perchè dobbiamo continuare a dichiarare un bisogno di appartenenza a una Chiesa che non ci riconosce alcuna dignità. La cosa più sconvolgente è che quelle due ragazze che hanno contestato il vescovo ( a proposito, W le donne: senza il loro coraggio non avremmo spirito critico nel mondo) si sono lasciate comunque cresimare. A che pro?"
Pubblicato da Lyrico a 11.46

Se andate al post originale
potete leggere alcuni miei commenti sulle motivazioni per restare in questa
Chiesa, nonostante tutto!

lunedì 18 giugno 2007

Il sito del Cuore

Per puro caso ho avuto un contatto via internet con Michele Carrese, che mi ha comunicato una sua iniziativa a mio giudizio molto originale, simpatica, utile e che fa bene al cuore!
Il suo "Il sito del Cuore" ha lo scopo di incentivare la raccolta fondi per alcune importanti associazioni, nel settore degli aiuti umanitari, di comprovata serietà. E' tutto molto semplice, si chiede di fare offerte ad una di queste associazioni e poi inviare copia ai responsabili del sito per ottenere la pubblicazione del proprio nome, banner, link, ecc... in misura proporzionata alla donazione (1 euro a pixel). Di sicuro è molto più facile andare a leggere le istruzioni direttamente: Il sito del Cuore
Intanto da me un grazie a tutti quelli che dopo aver visitato il sito aderiranno e si impegneranno a diffondere l'iniziativa.

mercoledì 13 giugno 2007

Del meticciato e della sua ricchezza




Sono appena uscita da un seminario tenuto dal professor Piero Bellini, che è davvero una di quelle persone che quando mi capita di ascoltare mi si apre la mente e il cuore, "ma allora non sono l'unica a pensarla così, solo che lui sa dirlo tanto, ma davvero tanto meglio di me!" Comunque inevitabilmente c'era una persona che sentiva proprio l'esigenza di comunicarci tutto il suo dissenso nei confronti dell'Islam. Contnuava a ripetere "però loro", "perchè l'Islam", "prova ad andare a vivere là". Insomma non si è riusciti a farle capire che il primo errore era il suo che continua a pensare all'Islam come ad un unico blocco compatto, shariitico, con tutto il genere femminile coperto dal burka, e così via. Davvero una grande tristezza!


La professoressa Belgiorno mi aveva catapultato al tavolo con il relatore, perchè voleva che rendessi partecipi i presenti di alcune riflessioni che avevo fatto con lei. In realtà è stato inevitabile invece fare riferimento alle idiozie che venivano sparate dalla signora in prima fila... Così ho detto che per quanto mi riguarda considero il meticciato una grande ricchezza, e in realtà sono molto turbata dall'arroccamento in difesa dei valori cristiani... Dal chiudersi e dal voler rinchiudere in recinti. Noi siamo figli degli arabi, dei normanni, dei franchi, dei "barbari", ecc... e nessuno oggi può permettersi di negare l'importanza del loro contributo alla formazione della nostra cultura e civiltà! Siamo sicuri che allora fu tutto idilliaco? Avranno avuto anche loro dei bei problemi di convivenza e di integrazione.


Oggi l'occidente non può perdere l'occasione di riconoscere come una grande risorsa la presenza in costante crescita di culture altre sul proprio territorio, solo con questa prospettiva è possibile evitare che si inneschino patologie distruttive che possono colpire sia noi, sia chi viene nel nostro paese.


Pensare all'altro come un unico blocco nero, impedisce di poter apprezzare le infinite sfumature delle loro culture e rende grigia anche la nostra cultura.

sabato 9 giugno 2007

DEFICENTE CHI? QUANDO IL RIMEDIO è PEGGIORE DEL DANNO

Il fatto è su tutti i giornali: una insegnante, con trenta anni di esperienza, è stata denunciata per aver punito un suo alunno costringendolo a scrivere per cento volte la frase: "Io sono un deficiente". L'insegnante a sua difesa afferma che la punizione è scattata perchè l'alunno in questione si era reso protagonista di un atto di bullismo, schernendo un suo compagno in quanto effeminato.
Ancora una volta rimango allibita! ma davvero pensava che così facendo il bullo in questione avrebbe compreso l'erroneità delle sue opinioni riguardo soggetti effeminati? oppure pensava che si sarebbe reso conto di essere un deficiente? e se si, poi cosa avrebbe fatto per fargli superare il suo deficit? perchè non ha provato ad instaurare un confronto anche aspro, ma su altre basi...magari partendo proprio dall'episodio del suicidio del ragazzino di Torino? invece ha preferito mettere in atto un ulteriore azione di scherno, costringerlo a scrivere cento volte "Io sono un deficiente", una scorciatoia inutile e pericolosa!
Infine siccome io sono sempre quella che si sofferma sui particolari, vorrei segnalare che il bullo in questione ha scritto per cento vote in modo errato "deficente" senza la seconda "i", non c'è che dire un ottimo risultato per una insegnante con trenta anni di carriera!
Detto questo però vorrei sottolineare anche che è assolutamente spropositato far intervenire la magistratura su una questione del genere, denunce, processi, ecc... probabilmente meritano attenzione anche i genitori del bullo, che forse non sanno davvero svolgere il ruolo educativo!