giovedì 17 aprile 2008
OLIMPIADI 2008? NO TV!!!
mercoledì 2 aprile 2008
YAEL NAIM-NEW SOUL I'm addict!!!!!!!!!
I'm a new soul I came to this strange world hoping I could learn a bit about how to give and take.
But since I came here felt the joy and the fear finding myself making every possible mistake
la-la-la-la-la-la-la-la...
I'm a young soul in this very strange world hoping I could learn a bit bout what is true and fake.
But why all this hate? Try to communicate finding trust and love is not always easy to make.
la-la-la-la-la-la-la-la...
This is a happy end cause' you don't understand everything you have done why's everything so wrong
this is a happy end come and give me your hand I'll take your far away.
[Refrain]:
I'm a new soul I came to this strange world hoping I could learn a bit about how to give and take but since I came here felt the joy and the fear finding myself making every possible mistake
la-la-la-la-la-la-la-la...
la-la-la-la-la-la-la-la-la-la....
LA CHIESA CHE CI PIACE
Via Bovisasca gli sgomberi non sono la soluzione
La legalità è sacrosanta. ma l’impressione è che si stia scendendo sotto i limiti stabiliti dai fondamentali diritti umani Allontanare questi disperati, senza pensare a un’alternativa, cosa produce? Perché insieme alla dovuta fermezza non si è vista nessuna forma di assistenza, specie per i più deboli?
01/04/2008Editoriale
Ègiunta all’epilogo la situazione del campo rom abusivo di via Bovisasca. Da una decina di giorni le forze dell’ordine sono state quasi costantemente presenti nei pressi dell’ex area Montedison. Ripetuti e opportuni interventi di demolizione di diverse baracche hanno inizialmente “compattato” il campo, impedendo nuovi arrivi, mandando così un chiaro segnale agli occupanti per indurli a non ritenere definitiva questa situazione. Interventi nell’immediato positivi, che sono serviti anche a costruire una fascia di sicurezza intorno al campo, per evitare provocazioni dall’esterno (che non sono mancate, specie ad opera di qualche esponente politico in cerca di visibilità).Non si spiega invece la logica di quanto sta accadendo dall’alba di stamane, martedì 1 aprile: le forze dell’ordine si sono attivate per sgomberare tutti gli occupanti del campo. Nulla da eccepire sulla necessità dell’intervento: non era sostenibile il protrarsi di questa soluzione. Ma allontanare questi disperati, senza pensare per loro un’alternativa, cosa produce?Presto detto: alcuni nomadi (ma tra loro sono molti i rumeni non rom) hanno tentato di entrare nell’area dimessa in via Colico. Allontanati. Un gruppo più consistente, un centinaio di persone, ha lavorato tutta la mattina ricostruendo i propri miseri cubicoli di assi in via Poretta a Quarto Oggiaro. Tra loro molti giovanotti (rientrati precipitosamente dai cantieri dove lavorano per ricostruire la propria “casa”) ma purtroppo anche donne in avanzato stato di gravidanza, una ventina di bimbi sotto i dieci anni e diversi piccoli al di sotto di un anno. In tarda mattinata le ruspe hanno di nuovo demolito questa ulteriore sistemazione.Ora queste persone (donne incinte e neonati compresi) stanno vagando per la città in cerca di un ulteriore spazio dove costruire un riparo e - probabilmente - attirare nuovamente le ruspe per l’ennesima demolizione. Perché insieme alla dovuta fermezza non si è vista nessuna forma di assistenza elementare per loro, specie per i più deboli tra i disperati?La legalità è sacrosanta: ma l’impressione è che qui si stia scendendo abbondantemente sotto i limiti stabiliti dai fondamentali diritti umani che imporrebbero, insieme allo schieramento delle forze dell’ordine in atteggiamento antisommossa, qualche tanica d’acqua, del latte per i più piccoli, un presidio medico, qualche soluzione alternativa per i bambini, i malati e le donne in gravidanza.Ci sono delle persone non in regola con la legge: occorre che la legalità prevalga nei loro confronti. Ma non si possono confondere i nomadi e i migranti che lavorano, con i delinquenti, oppure gli irregolari con chi è in possesso di regolare permesso di soggiorno. La maggioranza di loro lavora, tanti con un regolare contratto. Molti giovani uomini faticano nell’edilizia e in società attive dentro gli spazi della Fiera: 10 ore di lavoro al giorno, per sei giorni la settimana, per 800 euro al mese.Una domanda allora si impone: a Milano questi immigrati servono o danno fastidio? Sappiamo che non stanno a Milano per turismo o per svago. La maggioranza di loro è qui per poter lavorare. Sanno che del loro lavoro Milano ha necessità. Cosa ne sarebbe infatti dell’imprenditoria ambrosiana e lombarda senza la manovalanza a bassissimo costo che rumeni (e non solo) offrono?Non si vede traccia di un progetto a lungo respiro, di un piano condiviso: nessuno da solo può risolvere questa emergenza. Il volontariato da solo non riesce più a far fronte alla situazione. Don Colmegna e la Casa della Carità non possono farsi carico di altri ospiti, sono oltre le loro capacità ricettive. Non possono risolvere il problema da soli le forze dell’ordine (non è soltanto una questione di ordine pubblico), non è compito solo della politica e degli amministratori. Per uscire dall’emergenza e dalla logica dell’occupazione, dello sgombero, dell’ulteriore occupazione occorrono scelte condivise tra tutti gli attori prima citati e una progettazione a lungo termine.Ricordava l’Arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi, nell’ultimo discorso alla vigilia della festa di S. Ambrogio: «Le attività della Caritas diocesana, della Casa della Carità, delle altre associazioni e gruppi di volontariato da sempre sono indirizzate a sviluppare percorsi di integrazione avvicinando le persone, cercando per loro un lavoro dignitoso e onesto, accompagnando e inserendo i bambini nelle scuole. Ma questa disponibilità operativa e tante volte faticosa ha bisogno di un maggior dialogo con le istituzioni, chiede di sentire le istituzioni alleate, ancora più presenti, autorevoli, capaci di far rispettare le leggi e solidali nel combattere la miseria».È urgente la costituzione di un luogo istituzionale nel quale valutare come governare il problema. Così come è urgente tutelare i minori. Come il Tribunale dei minori può confermare, l’intervento a questo proposito delle Amministrazioni locali non è facoltativo ma obbligatorio.C’è da augurarsi che il clamore e i festeggiamenti per la grande opportunità conquistata con l’Expo 2015 non diventino il paravento e il pretesto per nascondere o spostare un metro più in là, i drammi di questa città.
lunedì 17 marzo 2008
venerdì 14 marzo 2008
ISTANZA DI MATRIMONIO PER PIER SILVIO BERLUSCONI
sabato 8 marzo 2008
DELL'8 MARZO DELLE DONNE DELL'ABORTO
Da Pier Paolo Pasolini Il coito, l’aborto, la falsa tolleranza del potere, il conformismo dei progressisti in “Scritti Corsari” Garzanti 1975 - Articolo apparso sul Corriere della sera del 19 gennaio 1975, con il titolo “Sono contro l’aborto”"[...]L’aborto legalizzato è infatti – su questo non c’è dubbio – una enorme
comodità per la maggioranza. Soprattutto perché renderebbe ancora più facile il
coito – l’accoppiamento eterosessuale – a cui non ci sarebbero più praticamente
ostacoli. Ma questa libertà del coito della “coppia” così com’è concepita dalla
maggioranza – questa meravigliosa permissività nei suoi riguardi – da chi è
stata tacitamente voluta, tacitamente promulgata e tacitamente fatta entrare, in
modo ormai irreversibile, nelle abitudini? Dal potere dei consumi, dal nuovo
fascismo. Esso si è impadronito dalle esigenze di libertà, diciamo così,
liberali e progressiste e, facendole sue, le ha vanificate, ha cambiato la loro
natura.Oggi la libertà sessuale della maggioranza è in realtà una convenzione,
un obbligo, un dovere sociale, un’ansia sociale, una caratteristica
irrinunciabile della qualità della vita del consumatore. Insomma, la falsa
liberazione del benessere, ha creato una situazione altrettanto e forse più
insana che quella dei tempi della povertà. Infatti: primo: risultato di una
libertà sessuale dal potere è una vera e propria generale nevrosi. La facilità
ha creato l’ossessione; perché è una facilità e imposta, derivante dal fatto che
la tolleranza del potere riguarda unicamente l’esigenza sessuale espressa dal
conformismo della maggioranza.Protegge unicamente la coppia (non solo,
naturalmente, matrimoniale): la coppia ha finito dunque col diventare una
condizione parossistica, anziché diventare segno di libertà e felicità (com’era
nelle speranze democratiche). Secondo: tutto ciò che sessualmente è “diverso” è
invece ignorato e respinto. Con una violenza pari solo a quella dei lager
(nessuno ricorda mai, naturalmente, che i sessualmente diversi son finiti là
dentro). È vero; a parole il nuovo potere estende la sua falsa tolleranza anche
alle minoranze. Non è magari da escludere che, prima o poi, alla televisione se
ne parli pubblicamente. Del resto le “élites” sono molto più tolleranti verso le
minoranze sessuali che un tempo, e certo sinceramente (anche perché ciò
gratifica le loro coscienze). In compenso l’enorme maggioranza (la massa:
cinquanta milioni di italiani) è divenuta di una intolleranza così rozza,
violenta e infame, come non è certo mai successo nella storia italiana. Si è
avuto in questi anni , antropologicamente, un enorme fenomeno di abiura: il
popolo italiano, insieme alla povertà, non vuole neanche più ricordare la sua
“reale” tolleranza: esso, cioè, non vuole più ricordare i due fenomeni che hanno
meglio caratterizzato la sua storia. Quella storia che il nuovo potere vuole
finita per sempre. È questa stessa massa (pronta al ricatto, al pestaggio, al
linciaggio delle minoranze) che, per decisione del potere, sta ormai passando
sopra la vecchia convenzione clerico-fascista ed è disposta ad accettare la
legalizzazione dell’aborto e quindi l’abolizione di ogni ostacolo nel rapporto
della coppia consacrata.Ora, tutti, dai Radicali a Fanfani (che stavolta,
precedendo abilmente Andreotti, sta gettando le basi di una sia pur
prudentissima abiura teologica, in barba al Vaticano), tutti, dico, quando
parlano dell’aborto, omettono di parlare di ciò che logicamente lo precede, cioè
il coito.Omissione estremamente significativa. Il coito – con tutta la
permissività del mondo – continua a restare tabù, è chiaro. Ma per quanto
riguarda i radicali la cosa non si spiega certamente col tabù: essa indica
invece l’omissione di un sincero, rigoroso e completo esame politico. Infatti il
coito è politico. Dunque non si può parlare politicamente in concreto
dell’aborto, senza considerare come politico il coito. Non si possono vedere i
segni di una condizione sociale e politica nell’aborto (o nella nascita di nuovi
figli ) senza veder gli stessi segni anche nel suo immediato precedente, anzi,
“nella sua causa”, cioè nel coito.Ora il coito di oggi sta diventando,
politicamente, molto diverso da quello di ieri. Il contesto politico di oggi è
già quello della tolleranza (e quindi il coito è un obbligo sociale) mentre il
contesto politico del matrimonio di ieri era la repressività (e quindi il coito,
al di fuori del matrimonio, era scandalo). Ecco dunque un primo errore di
“Realpolitik”, di compromesso col buon senso, che io ravviso nell’azione dei
radicali e dei progressisti nella loro lotta per la legalizzazione dell’aborto.
Essi isolano il problema dell’aborto, coi suoi specifici dati di fatto, e perciò
ne danno un’ottica deformata: quella che fa loro comodo (in buonafede, su questo
sarebbe folle discutere).[…]"
sabato 1 marzo 2008
LETTERA A FRANCESCO E SALVATORE
sabato 23 febbraio 2008
...ma quanto è buono uolter ueltroni!!!!!
...e molto altro ancora su http://uolterueltroniisonmymind.splinder.com/
martedì 19 febbraio 2008
MISTER CASTRO!!!!
Poi questa mattina tutti i lanci di Agenzia annunciano le sue dimissioni... io non saprò mai nè cosa mi abbia detto, nè cosa gli avrei detto se lo avessi raggiunto...
Ma se qualcuno di voi sa quali numeri potrei giocarci, lasci un commento o invii un messaggio...